Terzigno, l’assalto dei signori del racket: raffica di spari in concessionaria

Giovanna Salvati,  

Terzigno, l’assalto dei signori del racket: raffica di spari in concessionaria

Terzigno. I proiettili sono quelli preferiti dalla camorra: calibro 9. A questi si aggiungono lo scooter, un Sh nero e di grossa cilindrata e la modalità di avvertimento: una stesa. Una pioggia di colpi che trafigge il vetro e lo sportello di una macchina in sosta. Un messaggio inequivocabile, un atteggiamento usato per intimidire. Per punire. E’ quello messo in campo nell’orario di punta, alle 13 spaccate. L’obiettivo è la concessionaria di Terzigno «De Simone auto». Si trova lungo via Zabatta, l’arteria che collega tutti i paesi vesuviani. Qui la camorra ieri si è fatta sentire. Ha firmato l’ennesimo raid, come sta facendo da alcuni giorni: venerdì scorso a Torre Annunziata, in via Sant’Antonio, la notte scorsa a Torre del Greco e ora a Terzigno. Un colpo inaspettato, un episodio che ancora una volta avviene alla luce del sole e senza alcun timore di essere scoperti. Il raid ha visto ignoti, piombare nella concessionaria. Si sono fermati davanti al cancello grigio e hanno aperto il fuoco. Uno dei sicari ha impugnato la pistola e ha aperto il fuoco. Tre colpi, due a segno ed uno rimbalza. La macchina in esposizione, una Fiat 500 x porta ancora le impronte. All’esterno si precipita il titolare, un uomo di Ottaviano. Negli occhi la paura, le urla ma non riesce a vedere i due . Solo la scia dello scooter e i colpi. Resta pietrificato. Scatta la richiesta di aiuto: sul posto piombano i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata – agli ordini del capitano Luigi Cipriani. L’uomo si siede sul muretto, non ha nemmeno la forza di parlare ed è sconvolto. I militari eseguono i primi rilievi: i proiettili sono calibro 9. Hanno attraversato i vetri e solo uno si è conficcato nel portellone posteriore della Fiat 500 x. L’area viene transennata e la concessionaria chiusa. Nessun può entrare e uscire: viene tempestivamente acquisito il filmato della videosorveglianza. Saranno le immagini il primo indizio fondamentale per i carabinieri: lo scooter s’intravede. Anche i due sicari in sella ma hanno il volto coperto dal casco. Ma qualcosa può spuntare fuori. Intanto viene ascoltato l’uomo: un imprenditore che ha il suo quartiere generale a Terzigno da anni, la gestione della concessionaria e l’autonoleggio che si dispera. Non dichiara nulla. Le domande sono le solite e sono spontanee visto la modalità. La prima ipotesi che spunta fuori è infatti il movente dell’estorsione. Una richiesta respinta forse dall’imprenditore anche se non ha rilasciato – almeno per ora – nessuna dichiarazione ai carabinieri utile ai fini investigativi. Nel frattempo l’inchiesta è aperta. Una terza concessionaria nel mirino della camorra, forse episodi singoli e non per nulla legati fra di loro ma che di certo sottolineano che lo scenario è cambiato e che la camorra, proprio come aveva dichiarato il procuratore aggiunto di Torre Annunziata, Pierpaolo Filippelli «la camorra sta rialzando la testa». Un campanello d’allarme da non sottovalutare.