Elezioni a Terzigno, Ranieri già in campo: «Altri 5 anni per finire l’opera»

Andrea Ripa,  

Elezioni a Terzigno, Ranieri già in campo: «Altri 5 anni per finire l’opera»

Terzigno. I cinque anni da sindaco lo hanno cambiato. Profondamente. Il ragazzo che voleva cambiare Terzigno ha lasciato spazio all’uomo che oggi punta a strappare nuovamente la fascia tricolore. Settembre s’avvicina e nella città nata all’ombra del Vesuvio fermento e tensioni in vista delle elezioni sono sentimenti con cui gli aspiranti alla carica di sindaco stanno imparando a convivere. Per Francesco Ranieri, avvocato, 42 anni, e reduce dai cinque anni di mandato, ripresentarsi alle urne è quasi un «dovere».

 

Ranieri lei ha deciso di ricandidarsi a sindaco di Terizgno, perché?

«Perché c’è un percorso iniziato cinque anni fa che dobbiamo proseguire e terminare. Qualche tappa l’abbiamo raggiunta, non senza difficoltà, come l’apertura del museo. Ma ora dobbiamo concentrarci sulle altre opere, la strada è indicata durante questo mandato».Eppure non sono mancati i problemi«Nelle difficoltà che abbiamo attraversato ho potuto constatare di avere una grande squadra. Uomini veri che non mi hanno mai lasciato solo».

 

Non c’è stato un momento in cui ha pensato di mollare tutto?

«Mai. Perché avevo preso un impegno con la mia comunità, non sono uno che molla la nave. Che durante i cinque anni ci sarebbero stati tempi duri l’avevo messo in programma. Però tutto quello che mi ero prefissato di fare è stato fatto. Ci sono opere che non sono state completate, ma abbiamo dovuto combattere anche con una burocrazia che ci ha frenato. Noi, come tanti altri comuni d’Italia. L’unica cosa di cui ho rammarico è legato al rancore di chi è andato via nei miei confronti. Forse anche per colpa mia, dal punto di vista personale ammetto di non essere una persona perfetta. Ma chi lo è?»

 

In questi cinque anni sono numerosi gli avvenimenti che hanno scosso la comunità. Da Enza alle famiglie truffate e sgomberate.

«Ferite che mi porterò dentro per sempre. E che mi hanno aiutato a crescere. Enza Avino è stata uccisa pochi mesi dopo la mia elezione. Ma non dimenticherò mai neanche le notti sul Vesuvio quando ci siamo ritrovati a combattere contro gli incendi. Poi le famiglie di via Panoramica, ho cercato di fare il possibile per evitare gli abbattimenti. Ma non ce l’ho fatta.In mezzo a queste vicende drammatiche che ho vissuto da sindaco ce n’è una di carattere personale, la morte di mia madre. Una batosta per me. Tutte queste vicende hanno avuto un peso importante nella mia vita, sulla mia sensibilità».

 

E adesso che persona è?

«Una persona più matura. Sono stati anni fondamentali per la mia crescita. Mi sento diverso, ho le spalle forti. Ho imparato tante cose, soprattutto quella di vivere in un territorio straordinario. Pieno di risorse, che non smetterò mai di difendere».

 

Risorse dice lei, immagino saranno temi centrali della prossima campagna elettorale.

«Un milione di visitatori sul Vesuvio non sono pochi, dobbiamo puntare sull’ambiente. Abbiamo le potenzialità per diventare una meta turistica, lo dicono i numeri. Punteremo anche sulla realizzazione della zona industriale, del parco archeologico e naturalistico a Cava Ranieri. E poi la gara per i lavori alla porta del Parco Vesuvio. Intanto partiamo subito con i lavori per lo stadio comunale».

 

Saranno mesi difficili, tra l’incertezza sulla data per il voto e l’agguerrita concorrenza.

«Sarà una campagna elettorale molto particolare. Credo sia assurdo votare a settembre senza certezze sulle misure di sicurezza. Anche se potrei essere favorito, tornare alle urne dopo l’estate credo sia la scelta sbagliata. Costringerci a presentare le liste a Ferragosto poi, che senso ha?

 

I suoi avversari scenderanno in campo con il «coltello fra i denti» per batterla.

«Ma non devo mica essere sindaco di Terzigno “per forza”. I “per forza” non hanno mai portato a nulla. Se dovessi perdere, farei un plauso al vincitore. Ho la coscienza pulita sapendo di aver dato il massimo per la mia terra. Questo mi basta».