Caldoro, Salvini alza un muro sulla ricandidatura. E de Magistris scalda i motori per le Regionali in Campania

Redazione,  

Caldoro, Salvini alza un muro sulla ricandidatura. E de Magistris scalda i motori per le Regionali in Campania

Questione di giorni. Poi il dado sarà tratto. Luigi de Magistris continua a sfogliare la margherita. Perché la tentazione di scendere in campo e provare a sfidare il governatore campano uscente Vincenzo De Luca è molto forte. E forse, in cuor suo, il presidente della Regione Campania spera che il sindaco di Napoli scelga di candidarsi alle Regionali in programma il prossimo settembre così da aumentare gli schieramenti in campo e fronteggiare più coalizioni con una “dispersione” del voto ancora più marcata. Anche perché, stando alle impressioni che filtrano pure dai sondaggi, De Luca è in netto vantaggio sugli avversari.

O meglio: avversari ufficiali, eccetto Valeria Ciarambino per il Movimento Cinque Stelle, ancora non ve ne sono perché il centrodestra è lontano dall’accordo di massima sul leader mentre lo stesso de Magistris non ha ancora sciolto le riserve. Il primo cittadino di Napoli è al suo secondo mandato con la fascia tricolore e alle Comunali del 2021 non potrà ricandidarsi. Ecco dunque nascere proprio l’opportunità di candidarsi alle Regionali alla guida del suo movimento, Dema, seppur l’ex pubblico ministero sia evidentemente consapevole che battere De Luca è una mezza impresa e Napoli non può essere lasciata nel bel mezzo del percorso di uscita dal lockdown con crisi economica e sociale da affrontare e magari risolvere.

L’impressione è che seriamente de Magistris stia valutando l’opportunità di cimentarsi nella bagarre delle Regionali in Campania. «A breve deciderò cosa fare, penso entro una settimana assumerò la scelta definitiva» ha detto qualche giorno fa proprio de Magistris. La sensazione è che l’annuncio possa arrivare già nel corso delle prossime ore. In caso di candidatura, il sindaco di Napoli dovrà mettersi al lavoro per allestire una coalizione incisiva, che possa evitare il rischio di una “comparsata” alle Regionali e quindi evitare un possibile fallimento politico dopo due mandati da sindaco dove l’ex pm ha battuto destra e Pd senza troppi affanni. Nel centrodestra, intanto, rimane distanza tra Forza Italia e Lega sulla scelta dell’anti De Luca. Ormai l’ex governatore, oggi consigliere regionale di opposizione, Stefano Caldoro, appare bruciato. Non si tratta di un profilo che fa fare salti di gioia all’ex ministro dell’interno Matteo Salvini né al momento fa colpo su tanti sostenitori azzurri. Comprendendo anche Fratelli d’Italia.

Precisazione doverosa: se i berluscones avessero campo libero, salvo clamorosi colpi di scena, il timone verrebbe nuovamente affidato a Caldoro. Ma Salvini non vuole saperne nulla e già nelle scorse ore ha fatto capire di ambire a un identikit molto differente. Ed è qui che è venuto a galla il nome di Martusciello, tra i volti storici di Forza Italia e possibilità gradita al Carroccio. Gli azzurri hanno meno margini di manovra in questo momento anche alla luce dei tanti trasformisti che dopo aver detto peste e corna di De Luca per cinque anni hanno deciso di cambiare casacca sperando di non perdere la poltrona. Lega e Forza Italia devono fare presto perché De Luca continua a lavorare e, pure sui social network, prosegue a intercettare consenso (ovviamente bisognerà vedere se condivisioni e like di sorta si tramuteranno in voti). E nel frattempo i grillini hanno fatto ancora una volta quadrato attorno alla figura di Ciarambino, riconfermatissima alla guida del Movimento Cinque Stelle per le Regionali. Qui potrebbe avere campo libero de Magistris che intende ritagliarsi un ruolo non di secondo piano.