Alberto Dortucci

«Incompatibile, ma intoccabile»: lo strano caso del consigliere di Torre del Greco. Diffida al prefetto

Alberto Dortucci,  

«Incompatibile, ma intoccabile»: lo strano caso del consigliere di Torre del Greco. Diffida al prefetto

Torre del Greco. Una diffida ufficiale per invitare il sindaco Giovanni Palomba e il prefetto di Napoli a scrivere la parola fine a un’anomalia sollevata già a fine 2019 e ignorata per sei mesi dall’amministrazione comunale uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018. Si arricchisce di un nuovo capitolo la storia della presunta incompatibilità di Antonio Spierto – eletto con Forza Italia e poi passato con il «gruppo misto» di Ora ci vuole coraggio – con la carica di consigliere comunale. A rilanciare la questione dell’illegittimità del ruolo è il primo dei non eletti della lista dei berluscones di Torre del Greco, l’ex consigliere comunale Gabriele Capuani. Pronto a scrivere al primo cittadino e al prefetto Marco Valentini per avviare la procedura di incompatibilità per il capitano di lungo corso di palazzo Baronale.

Incompatibile e intoccabile

L’ex consigliere comunale dell’ultima maggioranza targata Ciro Borriello aveva già sollevato il caso lo scorso autunno, quando Antonio Spierto presentò ricorso contro il Comune di Torre del Greco davanti alla sezione lavoro del tribunale di Torre Annunziata per il mancato pagamento dei contributi previdenziali relativi ai suoi precedenti mandati da consigliere comunale e assessore. In pratica, un «buco» di circa 20 anni di attività politica pari – in soldoni – a circa 200.000 euro. Scoperta la lite pendente, Gabriele Capuani – lo scorso 11 dicembre – invitò il presidente del consiglio comunale e il sindaco a dare il via alle procedure per rimuovere dalla carica Antonio Spierto. Inutilmente. A dispetto di qualche riunione della commissione affari generali presieduta dall’avvocato Gaetano Frulio – a cui partecipò il segretario generale Pasquale Incarnato, sulla carta responsabile della trasparenza in municipio – la questione è puntualmente caduta nel vuoto. Come se la presunta incompatibilità di un esponente della casta – peraltro oggi vicino alla maggioranza, a differenza del suo possibile successore – fosse un tabù in municipio.

La nuova offensiva

Davanti al silenzio e all’inerzia dell’amministrazione comunale, l’ex politico – attraverso il suo legale di fiducia, l’avvocato Antonio Messina – ha rilanciato la necessità di procedere alla verifica della presunta incompatibilità di Antonio Spierto. «Il testo unico degli enti locali parla chiaro – il concetto alla base della diffida – non può ricoprire la carica di consigliere comunale chi ha lite pendente con il Comune. La ratio dell’incompatibilità risiede nell’esigenza che il consigliere comunale eserciti sempre le funzioni pubbliche in modo trasparente e imparziale, senza prestare il fianco che la sua condotta possa essere in qualche modo orientata dall’intento di tutelare il suo interesse».

L’ultimatum al sindaco

Di qui, la decisione di Gabriele Capuani di lanciare un vero e proprio ultimatum affinché il presidente del consiglio comunale – ironia della sorte, proprio Antonio Spierto, subentrato al dimissionario Felice Gaglione a metà novembre 2019 – convochi una seduta dell’assise per contestare la sopravvenuta incompatibilità all’ex esponente di Forza Italia. Contestualmente il politico del quartiere Sant’Antonio ha diffidato il sindaco e il prefetto «a porre in essere quanto di loro competenza per assicurare l’avvio del procedimento di incompatibilità». Altrimenti, la conclusione di Gabriele Capuani, l’ultima strada sarà la denuncia alle autorità competenti per la tutela dei propri diritti e interessi»

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