Andrea Ripa

Terzigno, Forza Italia a un bivio: patto elettorale per condoni e commercio

Andrea Ripa,  

Terzigno, Forza Italia a un bivio: patto elettorale per condoni e commercio

Terzigno. I rivali «sprintano» con l’ufficializzazione della candidatura-bis per Francesco Ranieri – il democristiano doc capace di arrivare senza particolari difficoltà alla fine del suo primo mandato – e il centrodestra annaspa alla ricerca di un’alternativa valida per riprendere il governo cittadino. E’ lo scenario, a meno di cento giorni dal voto, a Terzigno. Dove Forza Italia oggi sembra disponibile a fare un passo indietro, rinunciando a indicare in nome dell’aspirante primo cittadino, in cambio di un «patto di ferro» su due argomenti-chiave per il futuro del paese: la questione dei condoni edilizi e la realizzazione della zona industriale. E’ questa la proposta avanzata dai vertici locali dei berluscones – rimasti orfani del «senatore» Domenico Auricchio e della consigliere comunale Maria Grazia Sabella – oggi guidati dal coordinatore cittadino Felice Avino e dal capogruppo nonché ex sindaco facente funzioni, Stefano Pagano.

Il bivio elettorale

Un gruppo rinnovato, ma che si trova a un bivio in vista delle prossime elezioni: tentare la scalata al palazzo con un proprio uomo-simbolo – in questo momento difficile da individuare – oppure appoggiare uno degli altri profili che si sono “affacciati” sul panorama politico locale nelle ultime settimane. «Quella di non esprimere una candidatura nostra alle prossime elezioni è una possibilità concreta», ammettono i berluscones all’ombra del Vesuvio. Pronti a sottolineare, tuttavia, come si tratterebbe di «una scelta di buon senso». Sia sotto il profilo della strategia squisitamente politica sia per lanciare un messaggio chiaro agli elettori: «Si leggono nomi e candidati, ma nessuno parla di priorità. Noi lo abbiamo fatto già da diversi mesi, proprio attraverso un’intervista al quotidiano Metropolis. E lo ribadiamo ora: bisogna immediatamente fare qualcosa per i condoni edilizi altrimenti ci ritroveremo con le ruspe a buttare giù case e palazzi. Come capitato a novembre. Una delibera che possa arginare gli abbattimenti, la storia delle famiglie di via Panoramica ci deve insegnare che servono azioni forti. Il resto si vedrà. Non possiamo più permetterci di desertificare un paese che già sta perdendo il commercio».

Le attività produttive

L’altra spina nel fianco della futura amministrazione comunale sarà rilanciare il settore economico-produttivo, ormai ridotto all’osso alla luce della crisi figlia del Coronavirus e dei mancati investimenti denunciati dal centrodestra durante i cinque anni targati Francesco Ranineri. «Hanno già chiuso molti negozi, tanti altri lo faranno in futuro. Perché qui non c’è nulla. Servono interventi immediati per rilanciare il tessuto economico del paese. Ecco perché chiediamo la realizzazione in tempi rapidi della zona industriale, per evitare la fuga di altre aziende dal nostro territorio. Ma non attraverso l’Asi, quell’accordo va cambiato. Serve una partecipazione mista, comunale e privata. Solo così possiamo invogliare le aziende a restare qui», l’altro affondo dei berluscones. Temi finiti sul tavolo delle trattative con i vari esponenti politici con cui gli azzurri, pronti a rinunciare ad esprimere un candidato sindaco, sono pronti a trattare. «Se con le altre coalizioni ci sono i presupposti per discutere di questi due temi importanti, oltre alla riorganizzazione della macchina comunale, il gruppo di Forza Italia è pronta a sposare un progetto condiviso e ampio. Altrimenti andremo per la nostra strada, ma sarà anche chiaro che le battaglie su condoni e futuro delle aziende saranno soltanto nostre», concludono i dirigenti di Forza Italia di Terzigno.

Il passo indietro

Il discorso portato avanti dai vertici locali dei berluscones vede d’accordo anche Stefano Pagano, per settimane indicato come il frontman della coalizione degli azzurri in vista delle prossime elezioni. «Non ho bisogno di fare la prima donna, sarei il primo a fare un passo di lato. Ma per il bene di Terzigno e non per i miei interessi personali», ha spiegato l’ex sindaco facente funzioni. Se non un passo indietro, sicuro un passo di lato.