Torre Annunziata, blitz nei santuari della camorra: caccia alle bombe del clan

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, blitz nei santuari della camorra: caccia alle bombe del clan

Torre Annunziata. Perquisizioni nel cuore della notte nei santuari della camorra: fari accesi sulle «storiche» piazze di spaccio del centro antico, ma anche sulle abitazioni dei pregiudicati «eccellenti» che da qualche tempo – in concomitanza con la ripresa delle intimidazioni e degli avvertimenti «esplosivi» ai danni di commercianti e imprenditori – sono ritornati in città. I fortini dei clan di Torre Annunziata sono finiti nel mirino  dei carabinieri che durante il fine settimana hanno effettuato una serie di perquisizioni e controlli dopo gli attentati che in questi giorni stanno seminando terrore all’ombra del Vesuvio.

Da Torre Annunziata a Torre del Greco, ma anche a Ercolano e Terzigno. Episodi diversi, ma tutti di chiara matrice camorristica. Verosimilmente legati da una un’unica strategia del terrore. Ma di certo episodi che sono stati attenzionati dalle forze dell’ordine, dal prefetto di Napoli che ha ricevuto una missiva nei giorni scorsi dal Comune e che potrebbe convocare un tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica e dalla stessa procura di Torre Annunziata che ha lanciato un allarme forte e deciso: «La camorra sta rialzando la testa», la convinzione del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli. C’è un clima di tensione, generato anche dalle scarcerazioni di nomi legati alle cosche storiche e che hanno deciso di riprendere in mano gli affari sospesi per spostarsi in una cella. E così lo Stato ha deciso di dare un segnale. La scorsa notte sono cominciate una serie di perquisizioni.

Gli obiettivi sono sparsi in città: si parte dalle palazzine popolari del Penniniello, tappa in via Murat e in via Roma. Si cerca la droga, ma anche le bombe. Gli ordigni artigianali che hanno distrutto le auto in esposizione nella concessionaria di via Sant’Antonio la settimana scorsa. Le stesse bombe che sono state piazzate in via Litoranea a Torre del Greco, nel cuore della notte, qualche giorno dopo e che hanno distrutto la saracinesca Ma si cercano anche pistole: quelle puntate contro un’altra concessionaria in via Zabatta a Terzigno giovedì pomeriggio. Una serie di episodi che sono per ora sul tavolo degli inquirenti del nucleo investigativo di Torre Annunziata a cui sono state affidate le indagini.  Ma durante il blitz sono spuntati fuori anche i nascondigli della camorra: nei tubi di scolo di un’abitazione di un pregiudicato in via Roma è stata ritrovata della droga, stessa cosa anche a pochi passi dall’ex fortino del clan dei Gionta, palazzo Fienga.

Droga anche in un appartamento in via Mazzini e in un altro in via Settetermini. Poche dosi, ma i nascondigli indicano come le piazze di spaccio a dettaglio sono ora quelle più attive. E sono troppe: ne spuntano in continuazione  e così si alimenta anche la concorrenza tra pusher che spesso sfocia in tensioni e scontri anche perché, dietro ogni piazza di spaccio, si nasconde un affare che può toccare fino a mille euro al giorno di incasso. Ma la faida è alle porte e la camorra ha iniziato ad alzare la testa ma anche a chiedere il pizzo. Lo dicono i commercianti di Torre Annunziata costretti a chiudere per crisi ma anche perché stanchi di dover subire  le richieste estorsive che ci sono: c’è chi ha lamentato l’assenza delle istituzioni mentre la criminalità avanza e divora fette di territorio, attività storiche costrette ad abbassare la saracinesca per sempre.

Basti pensare che dall’inizio del 2020 ad oggi già 21 negozi hanno chiuso. Quello che inquieta è anche l’elevata richiesta: non si tratta della classica formula del regalo per i carcerati, ma una richiesta che varia dal negozio, dall’impresa e dal suo settore, dai duemila euro fino a centomila. Richieste impossibili da esaudire visto anche il periodo di crisi che i commercianti stanno attraversando. C’è così chi decide di abbandonare, di arrendersi e non denunciare per paura. Il muro di omertà si fa sempre più alto e la camorra continua ad allargarsi mentre la città torna indietro anni luce, agli anni delle faide tra i clan.

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