Boscoreale, un polo di cultura e legalità nel fortino strappato al boss

Pasquale Malvone,  

Boscoreale, un polo di cultura e legalità nel fortino strappato al boss

Boscoreale. Nel fortino strappato al bossun polo di cultura e legalitàVia libera al centro educativo alla lettura e alla legalità per i ragazzi in un bene confiscato alla camorra. Il progetto, ora, diventa realtà in un comune che, si ricorda, è stato sciolto per ben due volte per infiltrazioni della criminalità organizzata. L’immobile, situato a via Papa Giovanni XXIII accanto al parco pubblico, era stato confiscato al clan Pesacane e acquisito al patrimonio comunale nel 2015. Si tratta di un negozio di circa 100 metri quadrati che era stato adibito a sala giochi e slot machine e che ora, nelle intenzioni dell’esecutivo, diventerà la nuova sede della biblioteca comunale. La Regione Campania, nell’ambito del “Piano strategico per i beni confiscati della Regione Campania” e del “Programma annuale degli interventi per la valorizzazione dei beni confiscati”, ha finanziato il progetto di riutilizzo sociale del bene confiscato alla criminalità organizzata con una somma di circa sessantamila euro.«Con questo finanziamento – spiega il sindaco Antonio Diplomatico – renderemo agibile e funzionante un’ampia struttura sottratta alla criminalità organizzata, per farne un centro educativo alla lettura e alla legalità per i ragazzi. L’intervento – aggiunge il sindaco – ha anche un valore fortemente simbolico e ci consente di dare una finalità altamente sociale ad un bene che abbiamo in affidamento fin dal 2015». Si tratta del primo immobile acquisito al patrimonio comunale, e non sarà l’ultimo.

Il patrimonio immobiliare

Sono diciannove i beni che la Procura della Repubblica di Napoli ha confiscato in via definitiva. Terreni, villette, un complesso residenziale con piscina annessa (abusiva) per un valore complessivo di circa 800 mila euro. Un impero immobiliare che ora sarà acquisito al patrimonio comunale e che sorge in località Pellegrini, a via Vecchia Aquini, e Marchesa, frazioni rurali di Boscoreale. Una lingua di territorio dove sorge solo una piccola parte del patrimonio del clan riconducibili in massima parte al boss e ad alcuni esponenti della famiglia Annunziata.

Nuove acquisizioni 

Intanto il primo cittadino sta valutando soluzioni e progetti che possano valorizzare l’impero sottratto al boss Franco Casillo, alias “a vurzella”, e al clan Aquino-Annunziata. Le acquisizioni dei beni sono state formalizzate dall’Anbsc, l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.Di recente, l’istituto tecnico Ernesto Cesaro-Vesevus di Boscoreale ha inoltrato una richiesta per il comodato d’uso di uno dei terreni che qui a breve entreranno a far parte del patrimonio dell’ente. L’intento è quello di trasformarlo in una sorta di laboratorio all’aperto a favore degli studenti che frequenteranno l’indirizzo agrario. Una proposta che è stata accolta di buon grado dal primo cittadino, che si è detto pronto a formalizzare quanto prima l’intesa. Non ci sono solo le scuole nei progetti di valorizzazione dei beni confiscati. Allo studio la possibilità di destinare alcuni immobili per eventuali emergenze abitative, ad esempio in caso di sfratti o in situazioni di urgenze.

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