Giovanna Salvati

Torre, vince la camorra Impresa chiude dopo le bombe

Giovanna Salvati,  

Torre, vince la camorra  Impresa chiude dopo le bombe

Si è arreso. Per paura, perché la camorra lo ha terrorizzato e perché lo Stato ancora non ha spedito in cella chi gli ha distrutto la sua azienda. Chi gli ha lanciato la bomba contro le auto in esposizione sul piazzale è ancora libero e può tornare ancora una volta a bussare alla sua porta, a chiedere il pizzo nonostante, da giorni, ci sia una pattuglia dei carabinieri che vigila su di lui. Le indagini procedono,vero, ma intanto lui ha deciso di andare via. È il titolare di «Ad cars» che si arrende e scappa via da Torre Annunziata. Camicia azzurra e pantalone grigio guida i suoi dipendenti mentre carica le auto sul rimorchio. Via da Torre.

Via dalla città dove la camorra continua a rialzare la testa. Non ci vuole stare nemmeno un secondo in più nella città in cui aveva deciso di aprire la sua attività ed investire. La paura negli occhi, l’assordante rumore dell’ordigno che scoppia e la puzza di morte sono difficili da cancellare. Anche per lui e per lo stesso obiettivo della camorra che secondo gli investigatori è il proprietario della struttura, l’imprenditore Longobardi e fratello della consigliera comunale di Torre Annunziata. La soluzione più semplice resta così quella di andare via, lontano. Tornerà con molta probabilità a Gragnano, da dove era partito con l’obiettivo di ampliare la sua attività e il suo personale. Poi la camorra gli ha fatto visita. L’obiettivo non era lui, per i carabinieri, ma il danno lo ha subito in prima persona. Due auto distrutte, l’attività chiusa e sottoposta a sequestro è una vigilanza fissa per evitare che qualcuno ritornasse. Ma intanto l’imprenditore ha già deciso e senza pensarci due volte, ha deciso di investire altrove. Una sconfitta per la città, per lo Stato ma non per la camorra che è riuscita purtroppo a cacciare chi forse si era messo contro un sistema. L’ipotesi che stanno seguendo gli investigatori resta quella di una richiesta estorsiva e anche imponente. Per ora l’unica certezza è nel cartello: «Ci siamo trasferiti» che spunterà nelle prossime ore davanti alla vetrata di via Sant’Antonio. Anche le due auto danneggiate dall’esplosivo sono state già rimosse. L’imprenditore ha deciso di riconsegnate le chiavi della struttura nelle mani di Longobardi, il proprietario che circa un mese fa aveva affittato i capannoni ad Ad Cars. Poi la richiesta estorsiva anche se lo stesso Longobardi ha dichiarato di non aver ricevuto minacce o richieste di pizzo nello stesso interrogatorio davanti ai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata dove è stato ascoltato per dieci ore.

Una vicenda che senza dubbio non fa bene alla città di Torre Annunziata dove il marchio di terra di camorra continua a resistere nonostante le maxi retate dello Stato. Intanto è attesa per la convocazione del tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica chiesto dal sindaco Vincenzo Ascione al prefetto di Napoli Marco Valentini proprio dopo il raid contro la concessionaria. Insomma un clima fatto di tensione e paura dove si aggiunge anche un altro dato inquietante: il numero delle attività commerciali che continuano a chiudere, una piaga che non si ferma. Dall’inizio dell’anno ad oggi 21 saracinesche abbassate. La camorra e la crisi continuano a strozzare il commercio mentre le istituzioni procedono a rilento e non riescono a supportare i commercianti.