Tiziano Valle

Omicidio Corrado. Dopo ventotto anni l’Antimafia riapre il caso

Tiziano Valle,  

Omicidio Corrado. Dopo ventotto anni l’Antimafia riapre il caso

E’ l’11 marzo 1992 quando i killer entrano in azione in via Virgilio a Castellammare di Stabia ed esplodono cinque colpi di pistola contro Sebastiano Corrado, dipendente dell’ospedale e consigliere comunale dell’allora Pds. Quell’omicidio segna la storia della città che 17 anni dopo – il 3 febbraio 2009 – sarà ferita nuovamente, quasi allo stesso modo, con l’assassinio di Gino Tommasino, consigliere comunale del Partito Democratico.

Due politici uccisi, due misteri. Per il delitto Tommasino sono stati arrestati gli esecutori materiali e tre dei quattro componenti del gruppo di fuoco sono oggi collaboratori di giustizia. Ma mancano ancora il movente e il mandante dell’omicidio. Per l’assassinio di Sebastiano Corrado, invece, non si è riusciti ad assicurare alla giustizia i killer di quel massacro, tantomeno a scoprire chi fu ad ordinarlo e perché.

Un giallo lungo 28 anni che presto però potrebbe cominciare a trovare le prime risposte. I pm dell’Antimafia hanno tirato fuori dai cassetti e risistemato sulla scrivania quel vecchio faldone impolverato che riguarda l’omicidio di Sebastiano Corrado. Perché? Il motivo è che sulla scrivania dei pm della Dda sono arrivati nuovi documenti firmati dagli investigatori che in questi anni hanno messo sotto controllo boss e gregari del clan D’Alessandro, ma anche colletti bianchi che hanno avuto a che fare con la criminalità organizzata.

Un lavoro che ha permesso di intercettare anche dialoghi confidenziali tra persone che conoscono i segreti della camorra, che conoscono fatti che finora non sono stati oggetto d’indagine o per i quali magari negli anni non sono stati trovati riscontri.

Gli investigatori per ora mantengono il più stretto riserbo sulle nuove prove che sono state acquisite, ma a quanto pare le indagini si stanno concentrando sul ruolo di alcuni imprenditori di Castellammare di Stabia considerati borderline dall’Antimafia, per via dei loro contatti con il clan D’Alessandro, la cosca che da decenni detta legge in città.

Non è tutto. A seguito di queste nuove prove acquisite dalla Procura, sono stati riascoltati anche alcuni pentiti che negli anni hanno raccontato ciò che sapevano dei delitti irrisolti e degli affari della criminalità organizzata. Oltre ad alcune persone che già furono interrogate in quei drammatici giorni che seguirono il delitto del consigliere comunale del Pds. La strategia è chiara: incrociare i risultati raggiunti dalle indagini di quasi trent’anni fa con le nuove prove acquisite e i racconti dei collaboratori di giustizia, per provare a far cadere giù i veli sull’omicidio di Sebastiano Corrado.

Un delitto che fu messo a segno – stando a quanto emerse dall’inchiesta – da due killer che saliti in sella a una Kawasaki, seguirono il 45enne dall’uscita dell’ospedale San Leonardo – dove lavorava fino in via Virgilio, dove poi fu ucciso. In quel marzo del 1992, Castellammare di Stabia era in piena campagna elettorale, ma di lì a poco sarebbe stata travolta dall’inchiesta sull’Usl 35 che portò in cella 12 persone accusate di intascare mazzette in cambio di appalti, con il clan D’Alessandro sullo sfondo pronto a imporre le sue ditte nei lavori da realizzare all’interno dell’ospedale.

Un’indagine che – stando a quanto risultò all’epoca avrebbe travolto lo stesso Sebastiano Corrado, qualora non fosse stato ucciso.

A distanza di quasi 28 anni a riprendere corpo sarebbe proprio la pista degli appalti pubblici, che vedrebbe coinvolti politici e imprenditori al servizio di una camorra pronta a togliere di mezzo chi ostacola il sistema. Da settimane gli investigatori stanno indagando senza sosta sull’omicidio di Sebastiano Corrado convinti di aver imbroccato finalmente la strada che porterà a svelare la verità su quel delitto e ad assicurare alla giustizia i colpevoli. Un lavoro che viene condotto parallelamente all’inchiesta sull’omicidio di Gino Tommasino, perché anche se avvenuto 17 anni dopo secondo l’Antimafia il contesto in cui è maturato è lo stesso e forse anche alcuni dei “protagonisti” dietro le quinte potrebbero essere gli stessi.

Un’indagine accurata destinata a riscrivere la storia di Castellammare di Stabia almeno per quanto riguarda i rapporti tra politica, imprenditori e camorra.