Ciro Formisano

Massacro in via Rossano a Portici: ergastolo al boss Vollaro e a un colonnello del clan

Ciro Formisano,  

Massacro in via Rossano a Portici: ergastolo al boss Vollaro e a un colonnello del clan

Portici. Ergastolo per Pietro Vollaro, figlio del padrino Luigi ‘o califfo e per Antonio Romagnoli, ritenuto uno dei colonnelli della cosca fondata dall’ex capo della Nuova Famiglia. E’ il succo della sentenza di primo grado emessa, nel pomeriggio di ieri, dai giudici del tribunale di Napoli. Vollaro e Romagnoli sono finiti alla sbarra con l’accusa di omicidio aggravato dalle finalità mafiose.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta, i due imputati avrebbero avuto un ruolo chiave nell’omicidio di Giuseppe Obermayer, ventisettenne ucciso a Portici, in via Rossano, il 10 gennaio del 2002.

Un massacro ascrivibile – secondo le meticolose indagini coordinate dall’Antimafia ed eseguite sul campo dagli agenti del commissariato di polizia Portici-Ercolano – all’interno della sanguinosa faida che ha spaccato in due la cosca agli inizi del nuovo millennio. Una faida che avrebbe visto protagonisti da un lato i referenti di spicco dell’organizzazione e dall’altro la frangia dissidente guidata da Lorenzo Cozzolino, il camorrista migrante diventato nel frattempo collaboratore di giustizia.

Proprio grazie ai racconti dei pentiti e ai riscontri raccolti dagli uomini in divisa è venuto fuori che dietro quel delitto ci sarebbero Vollaro e Romagnoli. In quell’agguato, tra l’altro, rimase ferito anche lo stesso Lorenzo Cozzolino, ritenuto il vero obiettivo del raid armato e salvato dai medici dell’ospedale Maresca al termine di un delicatissimo intervento chirurgico. Pochi mesi prima, sempre in seguito alle frizioni interne alla cosca, era stato ucciso Attilio Belsole, suocero di Cozzolino e padre di Italia Belsole, anche lei nel frattempo diventata collaboratrice di giustizia.

Belsole e Cozzolino, per sfuggire al fuoco della faida, si trasferirono entrambi in Abruzzo dove si sono resi responsabili di reati legati allo spaccio di droga. Vicende raccontate nell’inchiesta “Adriatico”, indagine che ha anche sancito la scelta dei due indagati di passare dalla parte dello Stato.

Tornando al processo, Romagnoli e Vollaro, a ottobre dello scorso anno, sono entrambi stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio Obermayer. Otto mesi dopo è arrivata la sentenza. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Napoli, accogliendo la tesi della Dda, ha dichiarato colpevoli i due imputati, condannando entrambi al massimo della pena. Una sentenza che si aggiunge alla lunga lista di condanne con le quali l’Antimafia ha travolto, negli ultimi anni, il gotha della cosca fondata dal boss defunto Luigi Vollaro.

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