Andrea Ripa

Tagliati i pronto soccorso nelle cliniche private, sindaci in rivolta: «De Luca ci lascia morire»

Andrea Ripa,  

Tagliati i pronto soccorso nelle cliniche private, sindaci in rivolta: «De Luca ci lascia morire»
foto Massimo Pica

Ottaviano/San Giuseppe Vesuviano. Lo stop ai pronto soccorso all’interno delle strutture sanitarie private è arrivato come un fulmine a ciel sereno che s’è abbattuto su tutto il territorio dell’hinterland vesuviano. Una mazzata per 130mila residenti di sette comunità, che dalla prossima settimana in caso di emergenza potranno soltanto far riferimento sugli ospedali pubblici, già ingolfati e al collasso per carenze sia di personale che per strutture.

La comunicazione dell’Asl notificata ai sindaci del territorio nel primo pomeriggio di ieri, e destinata ad avviare un aspro e ampio dibattito politico sulla gestione della sanità in Campania, annuncia l’imminente stop dei servizi di prima assistenza presso la clinica Trusso di Ottaviano e la clinica Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano. Due strutture del territorio utili ad alleggerire il peso che i soli ospedali di Nola, e Boscotrecase (prima della riconversione a Covid center) non riuscivano a sostenere.

Le rassicurazioni di fine 2019 hanno soltanto allungato l’agonia degli effetti di un provvedimento regionale del 2018 che diventerà realtà dal prossimo primo luglio con la chiusura dei pronto soccorso nelle cliniche del Vesuviano. Un provvedimento «indifferibile» lo definiscono dalla Regione che ha fatto infuriare i sindaci e che avrà ripercussioni anche sul futuro lavorativo di molti medici e assistenti sanitari che lavorano in presidi che oggi sono sempre attivi e che dalla prossima settimana funzioneranno a metà.

Il sindaco di Ottaviano, che già due giorni fa aveva duramente criticato la decisione, oggi torna a parlare di «beffa». «Appena qualche giorno fa – spiega Luca Capasso – avevamo scritto per l’ennesima volta a Regione e Asl per chiedere di evitare la chiusura del centro di prima assistenza, avanzando proposta di inserire la clinica Trusso nella rete dei pronto soccorso. Non solo siamo stati ignorati, ma anche beffati. Questo stato di cose avrà ripercussioni occupazionali, decine di medici e operatori perderanno il lavoro. Mentre decine di migliaia di persone dovranno recarsi negli ospedali pubblici per ricevere assistenza. Chi ha voluto tutto questo dovrebbe semplicemente vergognarsi».

Parole riprese dal suo “vicino”, Vincenzo Catapano, sindaco leghista di San Giuseppe Vesuviano che parla di «decisione che indurrà al collasso i presidi pubblici, già gravemente sovraffollati». «Dal primo luglio dovremo percorrere molti chilometri nella vana speranza di accedere a un pronto soccorso che non sia affollato, sprecando molti di quei minuti che, spesso segnano il confine tra vita e mote. Questa decisione e grave e incongruente – dice affondando ancora l’accusa contro il Governatore campano – De Luca invece di dilettarsi in un cabaret pregno di linguaggio offensivo restituisca il servizio di pronto soccorso alla nostra gente. Dimentichi le elezioni e pensi al bene degli abitanti di questa regione che meritano di essere difesi e tutelati. Soprattutto sulla salute».

Contrario alla chiusura anche il primo cittadino di Terzigno, Francesco Ranieri. «Non voglio trascinarla in politica perché questo è un disagio che abbraccia l’intera comunità vesuviana. E’ importante tenere aperti i presìdi sanitari per garantire occupazione e assistenza alla nostra gente». Una crociata anti-tagli da parte dei sindaci che si dicono pronti ad annunciare battaglia. Ma il tempo incalza.