Appalti e camorra, sequestro bis al gancio del clan a Torre del Greco: «Può vendere i beni di famiglia»

Ciro Formisano,  

Appalti e camorra, sequestro bis al gancio del clan a Torre del Greco: «Può vendere i beni di famiglia»

Torre del Greco. Torna sotto chiave l’impero di Ciro Vaccaro, l’imprenditore ritenuto dall’Antimafia il «mediatore» nella raccolta delle estorsioni per conto della camorra: la prima sezione penale del tribunale di Torre Annunziata ha accolto la richiesta Dda di Napoli, firmando un’ordinanza di sequestro conservativo a carico dell’insospettabile cinquantacinquenne di Torre del Greco. Così i carabinieri di Torre Annunziata hanno apposto i sigilli a 5 appartamenti e un terreno ritenuti nella disponibilità di Ciro Vaccaro.

Nel dettaglio si tratta di immobili e particelle catastali concentrate in vico Costantinopoli, a pochi passi dalla basilica di Santa Croce. Il sequestro – si legge nell’ordinanza – nasce per evitare che «l’imputato possa disperdere il proprio patrimonio» sottraendosi all’eventuale pagamento delle «spese di procedimento» e alle «altre somme dovute all’Erario». Un rischio legato al fatto che tutti i beni sequestrati sono intestati a congiunti dell’imputato sebbene, secondo i giudici, siano di fatto di proprietà del cinquantacinquenne. Il colpo di scena arriva a 4 mesi dalla decisione con cui – a febbraio scorso – l’ottava sezione del tribunale del Riesame di Napoli aveva revocato il sequestro preventivo eseguito contestualmente all’ordinanza di custodia cautelare che il 4 giugno del 2019 aveva portato all’arresto dello stesso Ciro Vaccaro.

In quella sede la difesa dell’imputato – rappresentata dall’avvocato Antonio de Martino – aveva ottenuto la revoca del sequestro finalizzato alla confisca puntando sulla presunta discrasia tra i redditi dichiarati dall’imprenditore e i beni acquistati negli anni. Di fatto, secondo la difesa dell’imputato, quei beni non sono stati acquistati con il provento delle presunte attività illecite contestate dall’Antimafia. Tra l’altro, sempre secondo il collegio giudicante, l’appoggio esterno alla camorra documentato dalle indagini sarebbe successivo al periodo di acquisto degli immobili.

Ma nonostante quella decisione, il tribunale di Torre Annunziata ha deciso di accogliere la richiesta di sequestro, stavolta conservativo, per evitare che nel corso del procedimento i beni riconducibili all’imputato possano sparire nel nulla. La difesa, dal canto suo, annuncia battaglia. L’avvocato de Martino si è detto pronto a impugnare il provvedimento.

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