Ottaviano, lanciano sassi dal cavalcavia: colpite 10 auto, ferito un bimbo

Giovanna Salvati,  

Ottaviano, lanciano sassi dal cavalcavia: colpite 10 auto, ferito un bimbo
Una delle auto colpite dai sassi

Ottaviano. Un gioco assurdo, una follia. Una scommessa tra incoscienti che s’è trasformata in un inferno per le ignare vittime. Dieci le macchine che sono state distrutte, due le persone finite in ospedale un bambino e suo padre per una tragedia sfiorata. Sono i contorni di un pomeriggio di follia nei pressi dello svincolo della Statale del Vesuvio 268 di Ottaviano. Una pioggia di pietre, caduta da un cavalcavia, scagliate con rabbia e violenza da un gruppo di ragazzini che si sono poi dati alla fuga.

L’episodio agghiacciante si è verificato ieri, nel tardo pomeriggio, alla periferia del piccolo comune Vesuviano. Il traffico scorre veloce a ridosso della 268, nella zona periferica della cittadina di pace, poco distante dai confini con le città di San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro Vesuviano. La quotidianità nascosta dietro il vetro delle auto dove professionisti, madri e padri, giovani stanno percorrendo il tratto stradale per rincasare, per recarsi da amici o fidanzati. Si raccontano e con spensieratezza discutono. Sono i volti di chi non si aspetta, di lì a poco, di finire travolto da così tanto odio gratuito.Una raffica di pietre.

Una dopo l’altra che cadono dal cielo senza capire bene da dove. Sembrano proiettili. Le urla e i freni che stridono sull’asfalto rovente. Per dieci volte, per dieci maledettissime volte le auto provano ad evitare i sassi, alcune tentato anche di invadere la corsia opposta. C’è addirittura chi rischia di travolgere chi sta camminando a piedi in quel tratto di strada. In pochi secondi le auto sono in fila. Ferme ai bordi della strada dopo la follia. Con i vetri infranti e i tettucci danneggiati. Una donna piange mentre un uomo apre di scatto la portiera e chiede aiuto per suo figlio. Le pietre hanno ferito al braccio e al volto il piccolo, un bimbo che al sorriso ha lasciato scorrere le lacrime, negli occhi il terrore. Sul posto piomba un’ambulanza.

Intanto si contano i danni e i feriti: due, padre e figlio, e l’autista di un tir che si trovava di lì pronto ad imboccare la strada statale della 268. Intanto le auto in fila rendono l’idea dal gioco folle: dieci, compreso il camion. C’è chi chiede aiuto e intanto arrivano gli inquirenti: diverse auto dei carabinieri della stazione di Ottaviano – agli ordini del maresciallo Agostino Giannettino – e i militari del nucleo radiomobile di Torre Annunziata – guidati dal maggiore Simone Rinaldi-. Gli uomini in divisa si assicurano prima che i conducenti dei veicoli stiano bene, il piccolo di nove anni viene trasferito in ospedale: per lui solo un grande spavento e una ferita al braccio destro. Parte subito la caccia ai balordi: spunta un identikit. Il gioco folle porta la firma di uno, due ragazzini.

C’è chi li ha intravisti sul ponte, erano in bici e lanciavano pietre. I carabinieri provano a ricostruire la dinamica, vengono effettuati anche i rilievi e le auto fotografate, le pietre lanciate sequestrate. Vengono identificati alcuni ragazzini, tutti minorenni. Per ora nessuna certezza che siano loro i colpevoli ma gli indizi ci sono tutti. Vengono fermati e trasportati in caserma: fino a tarda sera saranno ascoltati dai carabinieri. Nessuno però confessa. Per ora il bilancio è di una tragedia sfiorata e di una vicenda che rimette al centro dell’attenzione gli episodi di vandalismo. Non è la prima volta che si verifica: era già accaduto due anni fa in via Ferrovia dello Stato. Un gioco assurdo, incomprensibile che avrebbe potuto uccidere.