Scavi di Pompei, le imprese sul lastrico: «Qui stiamo morendo tutti»

Redazione,  

Scavi di Pompei, le imprese sul lastrico: «Qui stiamo morendo tutti»

Pompei. Il via vai di gente tra Porta Marina Inferiore e Superiore, meglio note a Pompei come piazza Esedra e l’area di Villa dei Misteri, a due passi dal comando dei carabinieri del posto fisso degli Scavi per intenderci, sembra un ricordo lontano. Le foto che ritraevano migliaia di turisti in fila davanti a uno dei tanti ingressi al parco archeologico appartengono ormai al passato.

Sono immagini sbiadite dall’incubo coronavirus che sembra aver spazzato via ogni traccia del turismo internazionale tipico di Pompei. La ripresa post Covid-19 s’è confermata lenta e difficile, inasprita pure dalla troppa rigidità da parte dei vertici degli Scavi per la gestione delle visite contingentate tra le domus della città antica. Ne è derivata un’allarmante paralisi tra le attività commerciali che ruotano intorno al parco, a partire dalle strutture alberghiere, ma anche tra i tanti ristoranti e i tour operator in zona.

Un dramma tutto racchiuso in una lettera di due pagine firmata “le aziende operanti nell’area Porta Marina Superiore e Inferiore”, inviata nelle ultime ore al direttore degli Scavi, Massimo Osanna, al direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, al commissario prefettizio del Comune, Santi Giuffrè, nonché al consigliere della Regione Campania, Mario Casillo. Un grido di dolore senza precedenti quello che arriva da Pompei che, prima dell’emergenza sanitaria, era capace di contare su oltre tre milioni di visite all’anno.«L’attuale modalità di acquisto dei biglietti, con visite contingentate, percorsi predefiniti e tutte le altre misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19 sono state una brillante risposta che la Direzione del Parco Archeologico ha messo in campo per contrastare la pandemia – è la premessa degli imprenditori che lanciano poi un sos di aiuto -. Oggi il significativo rallentamento dell’emergenza sanitaria sta consentendo un allentamento progressivo delle misure di contrasto, con l’apertura delle frontiere e una generale ripresa dei rapporti sociali ed economici. Anche le nostre aziende stanno tentando di ripartire e riprendere l’attività ma le modalità di accesso all’area archeologica stanno penalizzando non poco una già debolissima ripresa dei flussi turistici a Pompei», dicono.

E allora le imprese, in lotta per la sopravvivenza, chiedono un allentamento delle misure anti-contagio. «Riteniamo opportuno sottoporre la necessità di un ritorno alla gestione ordinaria e precisamente: la ripresa del normale funzionamento delle biglietterie, e dunque l’eliminazione della chiusura del parco il lunedì; il prolungamento dell’orario di apertura del sito anche nelle ore serali; il ripristino degli accessi in entrata e uscita come da prassi precedente», aggiungono nel documento già al vaglio dei vertici degli Scavi e del Municipio. «Le nostre aziende che a regime occupano centinaia di addetti stanno subendo una crisi senza precedenti, e gli effetti delle misure di contrasto al Covid-19 da parte del Parco Archeologico rappresentano, pur non volendo, un ulteriore aggravio e ostacolo ad una già difficile ripresa e al reintegro dei lavoratori – concludono -. Di fatto ad oggi la quasi totalità delle nostre aziende non ha ancora aperto i battenti. Certi di una vostra comprensione e in uno spirito di fattiva collaborazione, restiamo in attesa di indicazioni». Indicazioni che potrebbero arrivare già nelle prossime ore, così da concedere una boccata d’ossigeno alle imprese che vivono di turismo fuori agli Scavi.

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