Torre del Greco, abusi edilizi nel feudo di famiglia: il leghista Mele rischia il processo

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, abusi edilizi nel feudo di famiglia: il leghista Mele rischia il processo
Luigi Mele

Torre del Greco. Il primo giorno del giudizio è fissato per il prossimo 24 settembre, quando Luigi Mele – l’ex assessore ai lavori pubblici della giunta targata Ciro Borriello, oggi consigliere comunale della Lega – comparirà, insieme al fratello Achille Mele e a diversi tecnici comunali e agenti di polizia municipale, davanti al gup Valeria Campanile del tribunale di Torre Annunziata per rispondere degli abusi edilizi realizzati all’interno del fortino di famiglia all’angolo tra il tratto finale di via Circumvallazione e via Cavallo. A un anno esatto dalla chiusura delle indagini, entra nel vivo l’inchiesta portata avanti dal pubblico ministero Rosa Annunziata: l’ex magistrato del palazzo di giustizia di via Nazionale ha chiesto il processo per i 16 indagati finiti sotto i riflettori della magistratura per i permessi rilasciati con «sospetta disinvoltura» all’ex leader locale di Forza Italia – candidato a sindaco alle elezioni del 2018 e battuto al ballottaggio da Giovanni Palomba – e i sopralluoghi effettuati senza «particolare accortezza». E non solo relativamente alla «famosa» piscina fuorilegge coperta con un finto prato in erba sintetica.

Le perizie e gli interrogatori

La svolta dell’inchiesta sarebbe potuta arrivare già alla vigilia dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Ma i legali di alcuni indagati chiesero e ottennero una nuova perizia tecnica relativa a diverse contestazioni avanzate dalla procura. Il nuovo dossier firmato dal professionista incaricato dal pubblico ministero avrebbe «alleggerito» la posizione di qualche tecnico comunale, ma non avrebbe sostanzialmente cambiato le convinzioni del pubblico ministero. Pronto – a dispetto delle memorie presentate dal collegio difensivo – a chiedere il rinvio a giudizio per tutti i «protagonisti» dell’inchiesta. Dunque, il 24 settembre – in teoria, a 72 ore dalla fine della corsa elettorale alla Regione Campania – il nuovo riferimento della Lega all’ombra del Vesuvio potrebbe finire a processo.

Il fascicolo-monstre

Sono la bellezza di 3.783 le pagine del fascicolo messo in piedi in 4 anni di indagini. Una documentazione smisurata grazie a cui gli investigatori sarebbero riusciti a scoperchiare il «vaso di Pandora» delle attività fuorilegge portate avanti all’incrocio tra il tratto finale di via Circumvallazione e l’inizio di via Cavallo. Non semplici ampliamenti di cancelli e realizzazione di nuovi varchi d’accesso, ma – stando agli inquirenti – veri e propri scempi ambientali in un’area sottoposta ai vincoli della zona rossa.

La piscina fantasma

Emblematico, appunto, il caso della piscina da 100 metri quadrati costata un’apposita ipotesi di reato al committente dell’opera fuorilegge, al direttore dei lavori Lorenzo Iodice – nominato proprio da Luigi Mele – e a Giuseppe Dello Margio, titolare dell’impresa costruttrice De.Mi. di Gricignano d’Aversa, in provincia di Caserta. All’interno del faldone agli atti dell’inchiesta il «mito della piscina» occupa un ampio capitolo. In cui si racconta come – una volta cominciata a circolare la voce in città – la vasca realizzata sull’area di copertura dell’autorimessa di Achille Mele fosse stata «occultata» con materiale inerte ricoperto da un tappeto di erba sintetica.

Le omissioni e i permessi

Degli «allegri controlli» scattati a metà aprile del 2018 dovranno rispondere l’architetto Maria Sollo – responsabile del servizio anti-abusivismo del Comune – e i tecnici Antonio De Simone e Pietro D’Alesio, accusati di falso ideologico. L’ingegnere Mario Pontillo – ex responsabile del settore urbanistica – e il responsabile unico del procedimento, Ambrogio Di Simone dovranno spiegare i «permessi facili» rilasciati a dicembre del 2015, quando Luigi Mele era assessore ai lavori pubblici. A chiudere l’elenco degli indagati a rischio processo l’ingegnere Giovanni Mennella, l’architetto Michele Sannino e Ignazio Balzano nonché tre vigili urbani accusati di falso: il tenente Michele Raiola e gli agenti di polizia Ferdinando Noce e Stefano Napolitano. Per tutti, il primo giorno del giudizio sarà il 24 settembre.

©riproduzione riservata