Torre del Greco, tuffi nella fontana di via Roma: sdegno social, ma il sindaco minimizza

Redazione,  

Torre del Greco, tuffi nella fontana di via Roma: sdegno social, ma il sindaco minimizza

Torre del Greco. All’epoca in cui era Ciro Borriello a guidare la quarta città della Campania, il sindaco Giovanni Palomba non esitò a bollare la fontana di via Roma come una «vasca dei capitoni» realizzata con i soldi arrivata dall’Europa. E qualche fedelissimo dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio – oggi diventato un «pezzo grosso» del Comune – arrivò a gettare, alla vigilia di Natale, un’anguilla in acqua per organizzare una gag-social. Sono passati quattro anni, la fontana di via Roma resta nel degrado – basti guardare la patina di muffa sul fondale – e, al posto delle anguille, a sguazzare in acqua sono i bambini a caccia di refrigerio durante le ore calde di inizio estate. Una scena di ordinaria inciviltà, immortalata da un passante e successivamente pubblicata in un gruppo Facebook di Torre del Greco: lo scatto riprende tre bambini che – abbandonati i bikini a bordo vasca – giocano tra gli zampilli della fontana di via Roma.

L’immagine è diventata virale in poche ore, scatenando lo sdegno di centinaia di internauti: «Succede tutti i giorni, ma nessuno controlla – l’attacco social al sindaco e alla sua squadra di governo cittadino -. In una città civile, cose del genere non dovrebbero accadere mai». E se c’è qualcuno pronto a provare a «scaricare» la responsabilità su rom e stranieri, la stragrande maggioranza sottolinea come un’opera pubblica costata centinaia di migliaia di euro dovrebbe essere «salvaguardata» con maggiore attenzione.

Proteste e inviti davanti a cui il primo cittadino scrolla le spalle. Minimizzando l’episodio e provando a schivare le critiche: «Si tratta banalmente di una ragazzata – la difesa d’ufficio del primo cittadino -. Certo l’amministrazione comunale non può prevedere un apposito servizio di vigilanza H24 presso la fontana di via Roma». Parole dal sapore della resa, capaci addirittura di fare rimpiangere il periodo in cui goliardicamente «qualcuno» arrivò a gettare tre anguille nella «vasca dei capitoni» per scatenare la gogna-social.

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