Torre del Greco, Palomba copia Borriello: tornano i pro-sindaco, ripescata la «precaria» Orlando

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, Palomba copia Borriello: tornano i pro-sindaco, ripescata la «precaria» Orlando
Giovanni Palomba e Maria Orlando

Torre del Greco. Sembra il remake di un film già visto a palazzo Baronale. All’epoca il «regista» era Ciro Borriello, pronto a distribuire incarichi e riconoscimenti a decine di alleati rimasti tagliati fuori dal consiglio comunale. Il chirurgo plastico con la passione per la politica inventò la «figura mitologica» del pro-sindaco – un incarico a titolo gratuito sostanzialmente inutile e improduttivo – e regalò a diversi delusi dalla competizione elettorale l’illusione di essere «funzionale» al progetto della coalizione. Sono passati sei anni e al posto di Ciro Borriello oggi siede il «nemico» Giovanni Palomba, ma la sceneggiatura non cambia. Anzi. Perché l’incarico di collaborazione assegnato dal primo cittadino a Maria Orlando – l’ex precaria dell’assise costretta a restituire lo scranno in municipio a Ciro Piccirillo, rientrato in consiglio comunale all’indomani della revoca del divieto di dimora scattata a inizio aprile 2019 per lo scandalo del voto di scambio – ricalca esattamente le strategie del passato.

 

Dal «copione» firmato da Giovanni Palomba – a meno di 48 ore dall’addio all’aula della voltagabbana della lista civica La Svolta – manca la parola pro-sindaco, sostituita da un banale collaboratrice chiamata a garantire «un adeguato supporto alle attività in materia di protezione civile». Un vero e proprio «contentino» per provare a fare smaltire alla paladina dei disabili la delusione per la mancata promozione in giunta: un’eventualità naufragata davanti alla scelta di Antonio D’Ambrosio – il suo nuovo «partner» della lista civica Movimento Popolare Torrese – di puntare sull’infermiere Luigi Civelli.

 

L’incarico di collaborazione – così come il «compito» recentemente affidato all’amica di famiglia Florinda Sorrentino – sarà a titolo gratuito, non prevederà alcuna indennità o rimborso e avrà la durata di un anno. Insomma, proprio il remake di un film già visto a palazzo Baronale. Al punto da convincere qualcuno – in particolare, i fedelissimi di Giovanni Palomba – a cominciare a sperare in un finale diverso rispetto al precedente.

©riproduzione riservata