Torre del Greco, grana-sintetico allo stadio: Turris a rischio «esilio» e Comune sott’accusa

Bruno Galvan,  

Torre del Greco, grana-sintetico allo stadio: Turris a rischio «esilio» e Comune sott’accusa

TORRE DEL GRECO. “Non devono dormirci su”. Le parole rilasciate ai nostri microfoni da Giancarlo Vigiani sui criteri infrastrutturali del Liguori non hanno bisogno di tante interpretazioni. La Turris è chiamata entro il 29 luglio (data prorogabile al 5 agosto con un’ammenda di 10 mila euro) ad adempiere ad alcuni obblighi inderogabili se vuole giocare a Torre del Greco le gare casalinghe. Tra le attività urgenti da portare a compimento tra tre settimane circa ci sono: attivazione procedura per l’ottenimento della certificazione FIFA Quality Pro riguardo il sintetico, completamento e collaudo dell’impianto d’illuminazione con certificazione dei livelli d’illuminamento dei prodotti, definizione con l’autorità responsabile per l’ordine pubblico delle soluzioni da adottare per la separazione strutturale delle tifoserie ed infine implementazione dei sistemi di ticketing nominativo e di controllo accessi ai varchi con palmari o tornelli. GRANA FIFA QUALITY PRO –  Il conseguimento di tale documento richiede alcuni passaggi che necessitano di un periodo non proprio breve. La tempistica era dunque nota ai dirigenti comunali fin dal primo giorno. Da questo punto di vista c’è da denunciare un grave ritardo da parte dell’amministrazione. Ad undici mesi dall’installazione del manto in sintetico, non vi è traccia di questo certificato. Anzi, risulta che tutto il procedimento sia partito ufficialmente solo poche settimane fa. L’iter prevede di contattare direttamente o tramite il fornitore del manto erboso, i laboratori accreditati FIFA per tutte le attività di verifica per ottenere il certificato. Il Comune ha incaricato la Mondo SPA (azienda che installato il nuovo sintetico al Liguori) per la procedura, ma ad oggi le prove di laboratorio previste per istruire la pratica alla FIFA risultano non avviate. Stando così le cose, si corre il rischio di dover indicare alla Lega Pro un campo diverso da quello di Viale Ungheria fino a quando non si provvederanno a terminare i lavori atti a soddisfare i criteri infrastrutturali per la terza serie. Per Colantonio sarebbe un danno d’immagine ed economico. Il patron è sempre stato rispettoso verso le massime cariche cittadine, ma è stufo ed amareggiato per non avere ancora tutto pronto. Una cosa è certa: Colantonio non ha alcuna intenzione di indicare un piano B, vuole che la sua squadra giochi a Torre. Altre soluzioni non intende nemmeno prenderle in esame. E’ una situazione inaccettabile e grottesca.  Ai politici e dirigenti di Palazzo Baronale va ricordato che non esiste Torre del Greco senza Turris e viceversa.