Stagionali, calvario in penisola sorrentina e a Capri: protesta a Montecitorio

Marco Milano-Salvatore Dare,  

Stagionali, calvario in penisola sorrentina e a Capri: protesta a Montecitorio

La battaglia dei lavoratori stagionali della penisola sorrentina e di Capri si trasferisce a Roma. E’ prevista nella Capitale, dopodomani, una manifestazione organizzata dall’associazione nazionale lavoratori stagionali e dalla Flaica uniti cub con raduno a piazza Montecitorio. All’appuntamento per tutte le persone appartenenti alle categorie del turismo e del commercio ci saranno anche delegazioni provenienti da Sorrento, dall’isola azzurra e dalla costiera amalfitana. Una testimonianza da parte di località a vocazione turistica e penalizzate sia dalle modalità di assegnazione degli ultimi anni della Naspi, la cosiddetta indennità di disoccupazione che dall’esclusione di interi comparti dai sussidi straordinari erogati dal Governo e dalla Regione Campania.

E proprio dinanzi alla sede del governatore Vincenzo De Luca a Napoli, nei giorni scorsi, i lavoratori stagionali capresi e sorrentini insieme ai colleghi di Ischia, della costiera amalfitana e di Napoli hanno tenuto un presidio chiedendo di essere ascoltati “ai piani alti” dell’ente regionale. Lavoratori alberghieri e dei pubblici esercizi, guide turistiche, Ncc, marittimi, commesse partiti dall’area intorno al golfo di Napoli, tutti uniti per chiedere di non essere considerati “invisibili”. Alla Regione l’altro giorno e a ministri e parlamentari dopodomani a Roma verrà chiesto di adottare provvedimenti urgenti a favore degli stagionali.

In particolare le richieste sono l’allungamento della Naspi fino al 31 marzo 2021 e il riconoscimento della categoria di lavoratore stagionale. Istanze che il comune di Capri aveva anche già avanzato, facendo voti a Regione e governo, su proposta dell’assessore alle politiche sociali Salvatore Ciuccio e chiedendo, appunto, il sussidio di disoccupazione per gli inoccupati nell’anno 2020 e la proroga «per tutti i lavoratori stagionali il cui reddito annuale da lavoro dipendente risulterà ridotto». Alle competenti autorità e sedi sia a livello regionale che nazionale sono state anche spedite le mail del gruppo “Lavoro e dignità – aggregazione spontanea lavoratori isola di Capri” con l’obiettivo di «sensibilizzare le istituzioni governative, regionali e locali riguardo i problemi dei lavoratori e delle loro famiglie».In penisola sorrentina la tensione è alle stelle: qui l’87 per cento delle famiglie vive grazie proprio all’indotto turistico. E soltanto negli ultimi giorni numerose strutture ricettive e locali hanno deciso di tentare la ripartenza riaprendo i battenti. Ma è alquanto evidente che c’è un crollo di clienti, specialmente anglosassoni.

Si spera che si possa ambire a una destagionalizzazione completa, un obiettivo mai raggiunto dalle amministrazioni comunali che mirano anche alla sicurezza per tentare di intercettare nuovi flussi. In tal senso, giorni fa, tra Federalberghi, Comuni e Asl Napoli 3 Sud è stato stilato il protocollo per i casi sospetti di coronavirus. Tanto che gli enti hanno deciso di dotare il laboratorio di analisi dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento di un’apparecchiatura che possa rapidamente fornire gli esiti dei tamponi.