Torre del Greco, a Leopardi la pattumiera estiva del Vesuvio. E i politici-paladini delle periferie restano muti

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, a Leopardi la pattumiera estiva del Vesuvio. E i politici-paladini delle periferie restano muti

Torre del Greco. Il provvedimento destinato a gettare ulteriore benzina sul fuoco del disastro-Nu a Torre del Greco è stato firmato a una settimana dall’arrivo dell’estate e rischia di regalare una «stagione di fuoco» agli abitanti del quartiere Leopardi: fino al prossimo 30 settembre, infatti, i rifiuti speciali pericolosi e non – insieme all’umido, agli ingombranti e agli scarti delle esumazioni al cimitero – saranno smaltiti all’interno delle ex cave di villa Inglese. Non presso la ditta Fratelli Balsamo «cara» all’ex primo cittadino Ciro Borriello bensì presso la Edil Cava – a neanche 50 metri di distanza, insomma – diventata il «riferimento casalingo» per le grane legate all’igiene urbana del sindaco Giovanni Palomba e del dirigente all’ambiente Claudia Sacco.

La proroga d’oro

In concomitanza con le prime proteste relative ai pericoli igienico-sanitari collegati al mancato spazzamento e lavaggio delle strade – le elevate temperature di inizio luglio hanno accentuato il nauseabondo olezzo proveniente dall’asfalto su cui a lungo giacciono cumuli di sacchetti – la dirigente del settore ambiente ha deciso di prorogare, complici i «soliti» ritardi per la nuova gara d’appalto, l’affidamento del servizio di conferimento e smaltimento di diverse tipologie «a rischio» di rifiuti alla Edil Cava. Alla «modica» cifra di 350.000 euro per tre mesi. Ovviamente, in aggiunta agli attuali e già esorbitanti costi dei servizi di igiene urbana e a carico dei contribuenti. «L’incarico alla Edil Cava Santa Maria la Bruna è assolutamente prioritario – la «giustificazione» di miss Nu all’ulteriore proroga – e da realizzare al fine di garantire la continuità di un servizio essenziale e impossibile da interrompere». Nonché particolarmente «oneroso» per i cittadini. A partire dal marzo 2019 a oggi – in pratica, a partire dallo sbarco della ditta Buttol, chiamata dal sindaco Giovanni Palomba a sostituire il consorzio Gema e poi vincitrice della gara da 56 milioni di euro – la Edil Cava ha incassato, conti alla mano, circa 1,5 milioni di euro. Senza appalto, solo attraverso ordinanze e successive proroghe.

La pattumiera del Vesuvio

Al netto delle considerazioni economiche destinate a finire sotto i riflettori delle forze politiche di palazzo Baronale e non solo, resta l’ulteriore schiaffo a una zona – in cui abitano svariati «paladini delle periferie», a partire da Michele Langella e Vittorio Guarino per finire a Salvatore Gargiulo e Luigi Caldarola nonché al rientrante Ciro Piccirillo – già in passato bollata come la «pattumiera del Vesuvio». E ora costretta a affrontare la prima estate post-Covid sotto l’olezzo della discarica «autorizzata» presso le ex cave di villa Inglese. Non propriamente una prospettiva «invitante» per gli abitanti del quartiere Leopardi e della stessa Litoranea. A cui, evidentemente, la rivoluzione Nu promessa dal sindaco Giovanni Palomba con l’eliminazione delle isole ecologiche volute dal suo predecessore e l’introduzione del metodo di raccolta «porta a porta» non ha cambiato la vita. L’unica differenza, a oggi, sono solo i proprietari della «ditta di casa» con sede a villa Inglese in cui regolarmente arrivano i rifiuti speciali pericolosi e non, l’umido e i resti cimiteriali prodotti in città.

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