Circum, politici in pressing sull’Eav per la riapertura delle stazioni di Ercolano e Torre del Greco

Daniele Gentile,  

Circum, politici in pressing sull’Eav per la riapertura delle stazioni di Ercolano e Torre del Greco
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Torre del Greco/Ercolano. Non solo il turismo e l’economia locale sono stati schiacciati dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ma finanche il trasporto pubblico rischia di pagare a caro prezzo gli effetti della pandemia. La fotografia dei disagi provocati dal mostro arrivato dalla Cina è racchiusa nella desolazione delle stazioni chiuse tra Ercolano e Torre del Greco, dove – complici le norme anti-contagio varate dal governo guidato dal premier Giuseppe Conte – già durante il lockdown sono state cancellate le fermate Miglio d’Oro, via del Monte e via Viuli. Tre punti strategici all’ombra del Vesuvio – la prima era solitamente utilizzata dai turisti della città degli Scavi, la terza «serve» il tribunale di Torre Annunziata e la seconda è riferimento dei pendolari della periferia di Torre del Greco – a oggi off-limits. Di qui, la crociata del sindaco Ciro Buonajuto e del consigliere comunale Salvatore Gargiulo – esponente di una lista civica a Torre del Greco nonché dipendente dell’Eav – per «recuperare» la stazioni soppresse a causa del Covid-19. A imporre lo stop era stato direttamente l’Ente Autonomo Volturno, titolare della Circumvesuviana, guidato dal presidente Umberto De Gregorio. I motivi della chiusura – capace di mandare su tutte le furie residenti e pendolari – non sono chiarissimi, ma sarebbero legati all’emergenza sanitaria. Infatti, sia la fermata di via Doglie sia le stazioni di Torre del Greco furono chiuse perché non c’era la possibilità di effettuare controlli anti-contagio e per assenza di personale. Ciò che nessuno si sarebbe aspettato è che – in pieno luglio e a fase 3 avviata già da tempo – sarebbero rimaste chiuse, lasciando «a piedi» i passeggeri di due città.

Il pressing del sindaco

A sollecitare l’Eav non sono solo i cittadini e i comitati nati per scongiurare la soppressione definitiva delle stazioni bensì lo stesso sindaco di Ercolano. Pronto, attraverso frequenti contatti con Umberto De Gregorio, a cercare un modo per velocizzare la riapertura della stazione Miglio d’Oro nonché la realizzazione delle «famose» opere di riqualificazione e messa in sicurezza promesse in passato e mai diventate realtà: «A breve la fermata riaprirà i battenti, come ci ha garantito l’Eav – spiega il baby Renzi del Vesuviano – nei giorni scorsi abbiamo sollecitato l’Eav e abbiamo ottenuto una risposta positiva. Questa amministrazione comunale ha espresso con toni duri la necessità di riaprire la stazione utilizzata ogni giorno da centinaia di turisti. Purtroppo l’Eav aveva deciso per la chiusura perché era una fermata poco trafficata e poco frequentata, ma bisogna restituire dignità a tutti i cittadini della zona che hanno solo la Circum come unico mezzo di trasporto. Il presidente Umberto De Gregorio ha garantito la riapertura in un breve lasso di tempo». Poi il leader locale di Italia Viva sottolinea: «Via Doglie è una zona in cui continuiamo a investire per la dignità dei residenti. Stiamo provvedendo a sistemare i pini e la strada danneggiata a causa delle radici degli alberi. Abbiamo riasfaltato 12 chilometri di strade in questi anni: un risultato storico». Stesso scenario a Torre del Greco, dove l’impegno del consigliere comunale Salvatore Gargiulo – delegato dal sindaco Giovanni Palomba a «trattare» la vicenda – sarebbe riuscito a strappare la promessa di un’imminente riapertura delle stazioni di via del Monte e via Viuli.

La rabbia di Ercolano

A via Doglie, tuttavia, il malumore si tocca con mano. Perché i residenti della zona di periferica hanno più volte ribadito in queste ultime settimane che la Circumvesuviana rappresenta l’unico modo per raggiungere Napoli, in assenza di un ulteriore trasporto pubblico: «Non è possibile che ci hanno abbandonato in questo modo – la rabbia del quartiere – non abbiamo più neanche la possibilità di spostarci. Improvvisamente hanno chiuso la stazione e non ha mia più riaperto, è una vergogna senza precedenti. Chiediamo un intervento celere perché, a settembre, non potremo neanche più andare al lavoro». Insomma, una situazione davvero difficile per i residenti, ma anche per i turisti che in maniera molto timida cominciano a tornare all’ombra del Vesuvio.

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