Ciro Formisano

Duecento chili di hashish nascosti nei pacchi postali: solo tre anni al super-narcos di Terzigno

Ciro Formisano,  

Duecento chili di hashish nascosti nei pacchi postali: solo tre anni al super-narcos di Terzigno

Terzigno. Poco più di un anno e mezzo di carcere per ogni cento chili di droga sequestrata. E’ il succo del verdetto emesso, nei giorni scorsi, dal tribunale di Palermo a carico di Andrea Pagano, l’insospettabile narcos di Terzigno arrestato a novembre dello scorso anno per traffico di droga. Per la procura di Palermo il ventinovenne avrebbe esportato, dalla provincia di Napoli, duecento chili di hashish destinati alle piazze di spaccio del capoluogo siciliano. Una montagna di droga – suddivisa in otto pacchetti – arrivata sull’isola via posta e intercettata in un centro di smistamento della corrispondenza di Carini, cittadina che dista trenta chilometri da Palermo.A otto mesi da quel blitz della finanza e dall’arresto per traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante delle ingenti quantità, nei giorni scorsi è arrivata la condanna per Andrea Pagano e per il suo complice. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Palermo ha inflitto, in primo grado, 3 anni e 4 mesi di reclusione sia a Pagano che all’altro imputato, il siciliano Gaetano Giannettino, di ventisei anni. Condanne lievi in considerazione dell’enorme quantità di stupefacenti sequestrata nel corso dell’operazione poi sfociata in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Pagano, recluso da novembre dello scorso anno, ha anche ottenuto gli arresti domiciliari fuori dalla Campania. La difesa dell’imputato – rappresentato dall’avvocato Luciano Bonzani del foro di Torre Annunziata – nell’arringa difensiva ha puntato sul ruolo “marginale” che Pagano avrebbe avuto in questa vicenda, sul suo status di incensurato e in particolare sul fatto che si tratta di drogacosì detta “leggera”. Elementi che – aspettando il deposito delle motivazioni da parte del giudice per le udienze preliminari – hanno evidentemente convinto il gup a non accogliere la richiesta dell’accusa. Il pubblico ministero, nella sua requisitoria, aveva chiesto 6 anni di reclusione a testa per i due imputati. Dalle indagini è emerso che il carico di stupefacenti sarebbe stato inviato da Nocera Inferiore. Il mittente, per gli inquirenti, sarebbe appunto Pagano, mentre Giannettino il destinatario. Gli inquirenti hanno anche accertato che quel carico di droga era destinato alle piazze di spaccio di Palermo e della provincia del capoluogo siciliano. Sul caso sono ovviamente in corso ulteriori indagini per chiarire se altri soggetti sono coinvolti nell’import-export di hashish tra la zona vesuviana e la Sicilia. Un asse già emerso da altre inchieste messe in piedi, in questi mesi, dalle procure di Napoli e Palermo. Pagano, che prima di essere arrestato lavorava come meccanico in una grossa azienda di produzione automobilistica, è stato recluso prima nel carcere di Modena e poi – in seguito alle rivolte che hanno fatto da sfondo alla pandemia -a Saluzzo, in Piemonte. Nelle scorse ore, contestualmente alla sentenza di condanna di primo grado, l’avvocato Bonzani ha chiesto e ottenuto, per il suo assistito, la misura più mite dei domiciliari ma fuori dalla Campania.