Appalti, mazzette e truffe a Ercolano: la cricca di politici e imprenditori a rischio processo

Daniele Gentile,  

Appalti, mazzette e truffe a Ercolano: la cricca di politici e imprenditori a rischio processo

Ercolano. Quindici imputati, tra cui due ex sindaci – Luisa Bossa e Vincenzo Strazzullo – tre ex assessori (Salvatore Solaro, Antonello Cozzolino e Ferdinando Pirone) e due ex consiglieri comunali, Raffaele Simeone e Pasquale Romano. Quindici capi d’imputazione in tutto per contestare, a vario titolo, accuse che vanno dalla turbativa d’asta al falso ideologico, dall’abuso d’ufficio alla frode nelle pubbliche forniture. E poi la truffa, il traffico di influenze illecite e la corruzione. Sono i contorni della mega-inchiesta condotta dai magistrati di Napoli, Valter Brunetti e Celeste Carrano sul presunto sistema di accordi, favori e tangenti che avrebbe fatto da sfondo – secondo la Procura di Napoli – alla gestione dei fondi europei nella città di Ercolano. Il 4 luglio, al termine di un’indagine durata 5 anni, i due pm titolari del fascicolo hanno presentato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti. Politici, imprenditori ed ex dirigenti comunali rischiano ora di finire a processo.

A ottobre è fissata l’udienza preliminare. In quella sede il gip Marco Giordano valuterà il peso delle prove raccolte dall’accusa e deciderà se rinviare a giudizio i quindici imputati. L’inchiesta-bomba è esplosa nel 2015, quando ai politici – tutti all’epoca in carica – vennero notificati gli avvisi di proroga dell’attività investigativa a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti il maxi-appalto per la costruzione della nuova caserma dei carabinieri di via IV Novembre e il restauro di villa Campolieto e di via Pugliano. Il fulcro dell’indagine è rappresentato dai lavori di costruzione del nuovo presidio di legalità. L’ennesimo progetto, dopo che la caserma di via Doglie – costruita e pronta per essere aperta – venne dichiarata abusiva, diventando il manifesto degli sprechi di denaro pubblico. Strazzullo, Solaro, Pirone e l’ex dirigente Andrea Ripoli – le accuse dei pm – avrebbero turbato la gara d’appalto per la costruzione della nuova caserma a due passi dagli scavi. E lo avrebbero fatto attraverso «mezzi fraudolenti».

Nel mirino gli «incrementi notevoli» dei costi dell’appalto e le varianti giustificate – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – «da inesistenti» richieste che sarebbero «arrivate dall’Arma dei carabinieri» per l’adeguamento della struttura alle esigenze delle forze dell’ordine. E ancora, restando all’appalto, l’approvazione di delibere di giunta che avrebbero fatto lievitare il costo originario dei lavori. Attorno a questo sistema un vortice di soldi e anche di assunzioni sospette. In particolare la ditta assegnataria dei lavori avrebbe portato nel cantiere tre persone su indicazione di Strazzullo, Pirone, Romano e Solaro. E infine il riconoscimento degli stati di avanzamento dei lavori per opere mai realmente realizzate. Tradotto: la ditta avrebbe incassato soldi pubblici dal Comune per opere inesistenti.

Nella vicenda di villa Campolieto, invece,  è coinvolta l’ex sindaco ed ex deputato del Pd Luisa Bossa, accusata di traffico di influenze illecite assieme allo stesso Solaro. Bossa, sindaco di Ercolano dal 1995 al 2005, avrebbe spinto con Solaro affinché entrasse nei lavori , con il sistema del subappalto, una ditta alla quel sia Bossa che Solaro avrebbero chiesto di assumere dei «raccomandati» legati, evidentemente, al loro bacino elettorale. Alla base dell’inchiesta ci sono le informative della Finanza di Portici, le acquisizioni documentali, le intercettazioni telefoniche e gli interrogatori degli imputati. Politici e imprenditori – tutti innocenti fino a prova contraria – avranno la possibilità di dimostrare la propria estraneità ai fatti nell’udienza chiave di inizio ottobre, magari producendo atti e documentazioni inedite. La procura di Napoli, comunque, ha individuato come parti offese in questo procedimento il Comune di Ercolano e l’Ente Ville Vesuviane che avranno ora la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale. Sul fronte politico, intanto, la richiesta di rinvio a giudizio arrivata nei giorni scorsi potrebbe però avere degli effetti anche sulle prossime elezioni comunali fissate a settembre. Diversi ex consiglieri e assessori, infatti, erano pronti a scendere di nuovo in campo dopo essere usciti di scena all’indomani della notifica degli avvisi di garanzia nel 2014.

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