Il Vescovo di Castellammare alle imprese: «Non lucrate sulla crisi, no ai lavoratori schiavi»

Vincenzo Lamberti,  

Il Vescovo di Castellammare alle imprese: «Non lucrate sulla crisi, no ai lavoratori schiavi»
Il vescovo Alfano

Castellammare. “No ai ricatti, sì alla solidarietà. No alle politiche clientelari, sì al lavoro dei sindacati per la tutela dei lavoratori”. Non ha paura delle conseguenze delle sue parole il Vescovo della Diocesi Castellammare-Sorrento che, in una lettera inviata agli imprenditori, prende una posizione netta rispetto alla crisi economica e alla sue drammatiche conseguenze post-Covid. E’ consapevole, don Franco, come lo chiamavano i fedeli ad Angri quando era un semplice sacerdote del “momento molto delicato e difficile anche per il nostro territorio”. Il Vescovo di Castellammare, che ha sempre fatto sentire la sua voce per il territorio “sa che sono molte le famiglie che stanno soffrendo la crisi in atto a causa dellapandemia e ancora di più quelle che sono prese dalla trepidazione pensando a cosa le aspetta nel prossimo futuro, a partire dal prossimo autunno che non sarà facile per nessuno”.

E’ una lettera agli imprenditori quella che la Chiesa scrive attraverso la sua massima autorità spirituale. Ma è una lettera che non indulge ad alcun compromesso. E la denuncia che arriva dal Vescovo Alfano è durissima: “In queste ultime settimane si sono rivolti alle nostre comunità parrocchiali numerosi lavoratori in difficoltà. Io stesso ho ascoltato il dramma di diversi di loro: il dolore di lavoratori stagionali assunti part time ma costretti a lavorare full time, la sofferenza di chi è costretto ad accettare il lavoro sotto ricatto di non essere più richiamato se rifiuta, lo sguardo stanco e sfiduciato di chi deve subire orari disumani pur di non perdere il lavoro e portare così “il pane” a casa” la gravissima denuncia del Vescovo. Che invita gli imprenditori a superare queste difficoltà: “La tentazione di pensare che in tempo di crisi bisogna ringraziare Dio se si lavora potrebbe essere diabolica: nessuno deve mai scendere a compromesso con il male e distruggere la speranza, che se condivisa ci rende umani e che fa crescere la società”.

Monsignor Alfano ricorda come il Papa abbia ricordato più volte che “il lavoro è una forma di partecipazione e di responsabilità, fa fiorire la persona e la fa crescere nelle relazioni. Alla cultura dello scarto e alla mentalità dell’indifferenza il Papa esorta a rispondere con un sistema che “mette al centro la persona umana e non il dio denaro”. Ma è una visione moderna quella di una Chiesa che è al centro della società, interpretandone anche gli aspetti più difficili. Il suo è anche un monito “contro l’assistenzialismo per il quale l’unica via è quella di cercare “il lavoro utile per tutti”.Il Vescovo sa bene che anche gli imprenditori “sono provati dalle difficoltà della crisi economica. Apprezzo e incoraggio quanti tra di Voi si stanno interrogando per cercare vie nuove, a vantaggio di tutti, nessuno escluso: la Chiesa Vi è vicina e sostiene ogni sforzo per il bene di tutti, specie di quelli che sono più a rischio. Vi ricordo che in tempi eccezionali come quello che stiamo vivendo abbiamo tutti il dovere di restituire, almeno in parte, quanto abbiamo ricevuto dall’intera società in lunghi anni di sacrifici e impegno lavorativo ilpiù delle volte eccellente”.

Don Franco Alfano chiede anche di “rendere, molto più che nel passato, le Vostre imprese una benedizione per il territorio, con effetti benefici sulla società. Non abbiate paura di mettere al centro la persona e non il dio denaro”. E’ una Chiesa fatta di uomini che si dichiara “vicina alla gente”. Ma che, accanto agli imprenditori, chiede anche ad altre categorie sociali di essere solidali e pronte a dialogare con la gente. “I sindacati con i quali occorrerà dialogare, pongano seria attenzione al mondo del lavoro in questa difficile fase della storia. I politici, per i quali su suggerimento di Papa Francesco preghiamo ogni giorno perché siano illuminati nelle scelte decisive che sonochiamati a fare, pongano in atto misure che rendano meno oneroso il costo del lavoro, senza cedere mai più a logiche clientelari e opportunistiche” scrive Monsignor Alfano. Che poi si rivolge anche agli stessi lavoratori: “I lavoratori non si sentano soli e abbandonati: “siamo tutti nella stessa barca”.

Solo se proviamo a liberarci insieme dal peso della crisi economica cammineremo uniti verso un futuro nuovo e più giusto per tutti. Un sogno irrealizzabile? No, un dovere che spinge le nostre coscienze a preparare il futuro con coraggio. Per i credenti in Cristo, è l’inizio della profezia di Isaia (Is 58, 10-11) che si compie anche con il nostro convinto e generoso contributo: “Se aprirai il cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Il Signore ti guiderà sempre” conclude il Vescovo.