Presa con 10 chili di droga a Torre del Greco, la confessione in aula: «Io, corriere per pagare l’affitto»

Alberto Dortucci,  

Presa con 10 chili di droga a Torre del Greco, la confessione in aula: «Io, corriere per pagare l’affitto»

Torre del Greco. Davanti al gip Antonio Fiorentino del tribunale di Torre Annunziata non si è nascosta dietro un dito. Anzi. Ha ricostruito passo dopo passo la «trattativa» per trasportare all’ombra del Vesuvio un carico da 10 chili di hascisc. Partendo dalle ragioni alla base del sì all’incarico da corriere della droga proposto al termine del lockdown imposto dal governo targato Giuseppe Conte per limitare il rischio-contagio da coronavirus: «Per tre mesi, il mio negozio è rimasto chiuso – le parole con cui si è aperta l’udienza di convalida di Marianna Farese, la trentacinquenne fermata con l’auto imbottita di droga -. Non avevo i soldi neanche per l’affitto, perciò decisi di correre il rischio». Un rischio pagato con un nuovo arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

I contatti per l’affare

Assistita dall’avvocato Maurizio Toscano, la donna – già in passato arrestata e condannata in primo grado per detenzione di hascisc – ha raccontato di essere stata «agganciata» da una donna in piazza Luigi Palomba, a pochi passi dalla sua abitazione. «Non ricordo il suo nome, ricordo mi propose di recuperare un carico di droga destinato alle piazze di spaccio di Torre del Greco: viste le condizioni economiche, decisi di accettare l’incarico», la spiegazione di Marianna Farese al giudice per le indagini preliminari. La mediatrice spiegò al corriere in gonnella i dettagli della consegna, a partire dal giorno e ora per finire all’auto dei «fornitori». Facile come bere un bicchiere d’acqua, insomma. Non fosse stato per qualche «contatto» capace di attirare le attenzioni degli agenti del commissariato di polizia di San Giovanni-Barra, impegnati in una costante attività di contrasto del fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti a Napoli e provincia. «L’appuntamento era in una strada della periferia di San Giorgio – ha confermato Marianna Farese al magistrato -. Ho riconosciuto la Nissa Qashqai con cui mi avevano detto sarebbe arrivato il fornitore, ma non ho visto chi mi ha infilato il carico in auto». Una volta recuperata la «merce» Marianna Farese si era affrettata a fare dietrofront per tornare, via autostrada, a Torre del Greco. «Durante il viaggio, mi sono accorta di essere pedinata da qualcuno – ha spiegato la donna durante il lungo interrogatorio – e ho deciso di uscire al casello di Ercolano per provare a seminare gli inseguitori». Una fuga interrotta dagli agenti del locale commissariato di polizia – agli ordine del primo dirigente Antonietta Andria – pronti a raccogliere al volo la «soffiata» dei colleghi di San Giovanni-Barra. La vettura su cui viaggiava Marianna Farese è stata bloccata lungo corso Vittorio Emanuele: durante i controlli gli uomini in divisa hanno recuperato e sequestrato i 10 panetti di hascisc trasportati dal corriere in gonnella e stretto le manette ai polsi della trentacinquenne: «Avrei dovuto consegnare la droga in piazza Luigi Palomba – l’ultimo capitolo dell’interrogatorio di garanzia di Marianna Farese – ma non conosco chi fossero i destinatari del carico».

Gli arresti domiciliari

Alla luce della «collaborazione» offerta agli investigatori, il gip Antonio Fiorentino – contrariamente alla richiesta del pubblico ministero – ha deciso di evitare il carcere alla donna, madre di tre figli di cui un neonato di sei mesi. La trentacinquenne potrà, dunque, aspettare ai domiciliari la fine dell’inchiesta. Proseguono intanto le indagini per risalire ai destinatari della droga.

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