Salvatore Dare

Caos Circum e rebus prenotazioni, bagnanti rispediti indietro a Meta

Salvatore Dare,  

Caos Circum e rebus prenotazioni, bagnanti rispediti indietro a Meta

Arrivano a Meta a bordo dei treni della Circumvesuviana. Ma se non hanno prenotato in anticipo nei lidi balneari della baia di Alimuri non possono fare il bagno. Anche perché le spiagge libere sono esclusivamente riservate ai residenti. E’ ciò che avviene a Meta, una delle località più frequentate dai bagnanti della provincia di Napoli, soprattutto nei fine settimana. Qui, se non c’è prenotazione, si viene rispediti indietro perché per far rispettare l’ordinanza del sindaco Giuseppe Tito, emessa nei giorni scorsi, nei pressi della stazione ferroviaria ci sono agenti della polizia municipale, volontari della protezione civile, forze dell’ordine oltre allo stesso primo cittadino che controllano gli arrivi in stazione. Proprio il sindaco tiene a difendere il provvedimento assunto «nel nome della sicurezza. Mi lego a ciò che in tema di assembramenti detta da tempo il governatore Vincenzo De Luca. Non bisogna pensare che sia finito tutto».

D’altronde proprio Tito, in settimana, aveva ribadito la necessità di predisporre limitazioni per le spiagge per scongiurare l’incubo di pericolosi assembramenti. «Il coronavirus non è sparito e bisogna tenere alta la guardia per evitare nuovi possibili contagi» dice da sempre Tito.Sia chiaro: non fila tutto liscio perché, secondo il Comune di Meta, servirebbe maggiore collaborazione anche da Eav che oltre a regolamentare le corse verso la penisola sorrentina durante i fine settimana, dovrebbe diffondere messaggi con cui informare gli utenti, a partire dai bagnanti, che a Meta si può andare a mare solo nei lidi dopo aver prenotato. Forse dalla prossima settimana nelle stazioni verrà diffuso un videomessaggio.Pesa nella scelta del sindaco ciò che è accaduto a metà giugno. Ovvero: un boom di arrivi in Circum, calca sia in stazione sia lungo le vie del mare e zero mascherine. Senza dimenticare anche che lo scorso lunedì un quindicenne del Napoletano, dopo un tuffo, si è procurato gravi lesioni alla colonna vertebrale. Non a caso, nella zona dell’ex Ecomostro di Alimuri – da anni off limits per rischio crolli – per dissuadere i bagnanti dalla tentazione di fare un tuffo nei pressi del famoso scoglio del Cavaliere, è stato alzato un muro. In quest’angolo bellissimo della baia non si può accedere, anche perché gli incidenti purtroppo sono stati già tanti e gravi.L’ordinanza di Tito, da tempo, prevede che le spiagge libere sono destinate solo ai residenti. I non residenti possono accedere agli stabilimenti ma ad una condizione: la prenotazione. Anche perché il sindaco ha spiegato che lungo il litorale non mancano controlli per verificare che ci sia il corretto rispetto del distanziamento sociale. Il lido pizzicato a violare le norme anti coronavirus rischia di venir chiuso per almeno cinque giorni.Niente pienoni, massimo rigore nelle prenotazioni e stop calca. Più o meno avviene anche a Vico Equense dove per gli arenili pubblici è necessario prenotare, con priorità sempre per i residenti. Una scelta assunta praticamente dalla maggioranza dei Comuni della zona. Pure nella vicina costiera amalfitana ci sono provvedimenti simili. A Vico Equense, per contrastare questa disparità di trattamento, è nato il comitato “Il mare è di tutti” che vede tra i promotori Franco Cuomo, coordinatore cittadino dei Verdi ambienti e società. Un mese fa ha subìto delle minacce – un bigliettino ritrovato sulla sua auto con l’ammonimento inquietante «Ti stai allargando» – con querele presentate sia alla Procura di Torre Annunziata che all’Antimafia di Napoli.