Da Leo a Giuseppe: a Poggiomarino il Pd punta sempre su Annunziata

Andrea Ripa,  

Da Leo a Giuseppe: a Poggiomarino il Pd punta sempre su Annunziata

Poggiomarino. Giuseppe Annunziata è il primo candidato a sindaco di Poggiomarino. Ieri mattina, dopo giorni di trattative, ha sciolto le riserve. «Ho accettato l’invito che mi è arrivato da tutte le forze di centrosinistra in città, perché ritengo che possiamo avviare un percorso di progresso costante e sostenibile», dice l’avvocato con la passione per la politica. Raccoglie l’eredità di un altro Annunziata, Leo, sindaco per 9 anni e segretario regionale del Pd. Che oggi si dice «suo fermo sostenitore». Da un Annunziata all’altro, le forze di centrosinistra hanno scelto l’ex vicesindaco della prima giunta del sindaco-filosofo per riprendere un percorso che s’è interrotto a febbraio scorso, con la sfiducia firmata da nove consiglieri comunali. Tra i promotori della candidatura di Giuseppe Annunziata alla carica di sindaco di Poggiomarino c’è proprio l’ex primo cittadino.

Segretario perché crede che Giuseppe Annunziata sia l’uomo giusto per guidare il Comune?

«Perché credo che sia una persona su cui si può fare affidamento, una scelta che guarda oltre. Al futuro della nostra comunità».

Qualora dovesse farcela raccoglierebbe in eredità nove anni di lavoro, cosa ha lasciato?

«Non mi piace parlare di quello che s’è fatto o non fatto. Credo che il candidato del centrosinistra dovrà proporre nuovi progetti e nuove idee per la nostra città. Su una cosa può contare sicuramente: il metodo di trasparenza e onestà che ho trasmesso in questi anni».

Quanto ha pesato il suo parere nella scelta del nuovo aspirante dem alla carica di primo cittadino?

«Ho concorso in minima parte, si è creata unità nel centrosinistra allargato sulla sua nomina. C’è voluto poco».

Da febbraio a oggi sono passati cinque mesi, ripensa ancora alla sfiducia? A quello che è stato interrotto del suo percorso?

«Finora ho praticato il massimo silenzio. Su quello che sarebbe stato penso che ci sono dei progetti in itinere. Li avremmo portati avanti se ci fossimo stati noi. La riflessione che nessuno ha fatto è che chi ha prodotto questa forzatura ha sottovalutato il mio rapporto con Poggiomarino. Un rapporto con la comunità ancora oggi forte e che conservo come una reliquia».

Le ultime due campagne elettorali le ha vissute da protagonista, oggi è un attento osservatore, che effetto fa?

«Ma non è vero che sono distante. Tutt’altro. Esercito i miei diritti di cittadino. E in questo la quarantena per via del lockdown mi ha aiutato molto».

Con Giuseppe Annunziata ci saranno molti dei suoi compagni d’avventura?

«Non li definirei compagni, ma persone autonome che hanno scelto da che parte stare e che lavorano per il bene del territorio».

Quella in procinto di partire è una campagna elettorale infuocata, negli ultimi giorni tra voci sul «fallimento Pd» e le critiche alla passata amministrazione, sono venute fuori più le urla dei delatori che gli elogi al centrosinistra che ha governato per nove anni…

«Sa perché la democrazia è bella? Perché esistono le elezioni. Sono curioso di vedere se ci sono stati dei fallimenti: ce lo diranno gli elettori. Credo che via Iervolino sia una straordinaria cartolina per tutta la comunità. I poggiomarinesi sono tutti intelligenti. Sanno valutare chi ha dato tanto per il territorio e chi no».

Veder vincere il suo ex vice che effetto le farebbe?

«Beh, dopo un Annunziata non può che esserci un Annunziata».