Alberto Dortucci

Torre del Greco, scempio-rifiuti al porto. La rivolta: «Non paghiamo più la tassa Nu»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, scempio-rifiuti al porto. La rivolta: «Non paghiamo più la tassa Nu»
Rifiuti al porto

Torre del Greco. «La zona porto dovrebbe essere il volano della rinascita di Torre del Greco, il punto di partenza per il rilancio socio-economico della nostra città. Invece, si presenta in uno stato di costante abbandono e degrado». è la rabbia degli ormeggiatori del molo e dei titolari di bar e locali, costretti ogni giorno a fare i conti con i cumuli di rifiuti mai raccolti dalla ditta incaricata dei servizi di igiene urbana all’ombra del Vesuvio e con la completa assenza di netturbini per lo spazzamento della banchina.

Una questione sollevata già in varie occasioni dall’arrivo dell’estate, al punto da convincere il sindaco Giovanni Palomba e la dirigente all’ambiente Claudia Sacco a scaricare tutte le responsabilità dello scempio sulla Regione Campania: «Si tratta di un’area demaniale e la competenza è di palazzo Santa Lucia», la presa di posizione del novello Pilato di palazzo Baronale. Parole capaci di gettare – complici i due pesi e due misure utilizzati dall’amministrazione comunale – benzina sul fuoco delle proteste. «Il molo di levante è ugualmente di gestione della Regione Campania. Eppure lì gli operatori ecologici del Comune si occupano regolarmente dello spazzamento davanti alle attività ricettive della zona».

Un riferimento neanche particolarmente velato a strutture «care» al sindaco Giovanni Palomba e alla stessa sede della guardia costiera, chiamata – evidentemente, solo in teoria – a garantire il rispetto delle regole in area demaniale e a scongiurare eventuali rischi igienico-sanitari. «Siamo arrivati al paradosso – tuonano gli operatori della banchina di ponente -. Il sindaco e il dirigente all’ambiente giocano a scaricabarile con la Regione Campania, ma il responsabile del settore tributi del Comune ogni anno invia i bollettini per il pagamento della tassa Nu».

Cifre oscillanti tra i 2.500 euro per gli ormeggiatori e i 3.500 per i commercianti. In tutto, circa 40.000 euro. «A queste condizioni – minacciano i contribuenti sommersi dall’immondizia – conviene non pagare la tassa Nu e assumere due lavoratori per la pulizia del porto. Almeno, salvaguarderemo ambiente e salute».

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