Ciro Formisano

Appalti e camorra Ascoltato in aula il politico condannato

Ciro Formisano,  

Appalti e camorra  Ascoltato in aula il politico condannato

Due politici – di cui uno condannato in via definitiva in un processo per camorra – e un ex affiliato del clan Falanga. Sono i tre testimoni che ieri hanno partecipato all’ultima udienza del processo che vede imputato Ciro Vaccaro, l’insospettabile imprenditore di Torre del Greco accusato – dall’Antimafia – di aver fatto da tramite nella raccolta delle estorsioni sugli appalti pubblici per conto della camorra. Ieri mattina, davanti al collegio presieduto dal giudice Riccardo Sena del tribunale di Torre Annunziata, era in programma la deposizione del super pentito Isidoro Di Gioia. Per una questione tecnica però la testimonianza del collaboratore di giustizia è stata rinviata a settembre.

E allora i giudici hanno deciso di ascoltare gli altri tre testimoni in agenda. Tre persone chiamate a deporre, dal tribunale, ai sensi dell’articolo 195 del codice di procedura penale. Chi ha testimoniato nelle precedenti udienze, infatti, li avrebbe tirati in ballo rendendoli, giuridicamente, “testimoni indiretti” dei fatti. E così, su richiesta della difesa di Vaccaro – rappresentato dall’avvocato Antonio de Martino – sono stati tutti ascoltati. Sul banco dei testimoni un imprenditore della provincia di Caserta e soprattutto due politici: l’attuale consigliere comunale di maggioranza Pasquale Brancaccio e Aniello Esposito, ex rappresentante di Forza Italia, consigliere comunale fino al 2004 nonché imputato e condannato, in via definitiva, nell’ambito dell’inchiesta “Never Again”, la mega indagine che all’alba del nuovo millennio ha travolto il clan Falanga. Candidato più votato alle elezioni del 2002 Esposito venne condannato in quanto ritenuto la “talpa del clan” in Comune alla luce di alcune intercettazioni con i boss Pietro Formicola, Vincenzo Luna e soprattutto Giuseppe Falanga, alias “Peppe ‘o struscio”, padrino fondatore della cosca che porta il suo nome. Per questa vicenda è stato «in carcere dal 2004 al 2009», come ripetuto in aula dallo stesso Esposito.

L’ex politico è stato chiamato per chiarire i suoi rapporti con Giuseppe Pellegrino, pentito di punta dei Falanga nonché grande “accusatore” di Vaccaro in questo processo. «Siamo stati 20 giorni assieme in carcere a Teramo, gli scrivevo le lettere perché lui non sapeva leggere ne scrivere. Per il resto non abbiamo mai avuto altri rapporti». Su Vaccaro, invece, si è limitato ad affermare di «sapere che aveva un circolo della Turris». Esposito, a dispetto della condanna già scontata ha però ribadito di essere «innocente» per quei fatti. Per chiarire le dichiarazioni fornite da Pellegrino è stato sentito anche Pasquale Brancaccio, il politico ultrà di Torre del Greco tutt’ora in carica come consigliere comunale nella maggioranza che sostiene il sindaco Giovanni Palomba. Brancaccio – finito a processo per gli scontri di Turris- Ebolitana del 2011 – ha affermato di aver conosciuto Vaccaro in virtù della comune passione per la squadra di calcio locale, ma che i loro rapporti si sarebbero limitati a questo. Ha detto di aver appreso dell’arresto dell’imprenditore dai giornali ma di non aver approfondito la questione.

Ed ha anche affermato di sapere che Vaccaro è stato il responsabile di una ditta che eseguiva lavori di pulizie in municipio. Anche se – incalzato dalle domande del pubblico ministero – non ha saputo dire da chi avesse appreso questa informazione. Il pm ha poi chiesto conto a Brancaccio delle attività della commissione consiliare che presiede (commissione che si occupa di lavori pubblici). «La politica non entra negli appalti», uno dei passaggi della testimonianza resa da Brancaccio al termine di un vibrante botta e risposta con il pubblico ministero.

A chiudere il cerchio, infine, la testimonianza di Francesco Esposito, detto “pastarella”, e già condannato per estorsione in un processo al clan Falanga. Il testimone ha detto di non aver mai avuto rapporti diretti con Pellegrino, sebbene fosse suo parente.

Al termine dell’udienza l’avvocato de Martino ha presentato istanza di scarcerazione per Vaccaro, oggi sottoposto agli arresti domiciliari. Il collegio si è riservato sulla decisione.