Salvatore Dare

Case sequestrate a Sant’Agnello, indagini sulle delibere: nel mirino dei pm pure i politici

Salvatore Dare,  

Case sequestrate a Sant’Agnello, indagini sulle delibere: nel mirino dei pm pure i politici

La Procura di Torre Annunziata continua a indagare sul progetto dell’housing sociale di via monsignor Bonaventura Gargiulo. I riflettori dei magistrati si accendono anche sui provvedimenti votati sia dalla giunta sia dal consiglio comunale nel corso della procedura che ha portato al rilascio del permesso di costruire ritenuto fuorilegge.

Da febbraio scorso, le 53 abitazioni del complesso immobiliare sono sotto sequestro e alcune settimane fa il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato i sigilli respingendo il ricorso presentato dai quattro indagati. Al momento, sotto inchiesta ma esclusivamente per violazioni urbanistiche, ci sono l’ingegnere Antonio Elefante e il commercialista Massimiliano Zurlo nelle vesti di massimi dirigenti dell’impresa Shs che ha ottenuto l’autorizzazione, e Danilo Esposito e Francesco Gargiulo, amministratori dell’impresa edile New Electra titolare dell’appalto per la costruzione dei fabbricati e dei parcheggi. L’indagine della Procura di Torre Annunziata potrebbe dunque allargarsi: non è escluso che le accuse possano divenire più pesanti – come già rilevato in sede di convalida del sequestro può palesarsi l’ipotesi di lottizzazione abusiva – e coinvolgere altri indagati. Sì, perché l’intero castello accusatorio della polizia giudiziaria si basa sul permesso concesso dal Comune di Sant’Agnello che è stato rilasciato in base ad alcuni atti votati sia dalla giunta guidata dal sindaco Piergiorgio Sagristani e dai propri assessori sia dal consiglio comunale.

D’altronde, nelle motivazioni depositate due giorni fa, i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli sostengono che in tutta la vicenda il Comune ha avuto un comportamento di «non trascurabile malafede». Anche perché, scrivono sempre i giudici della libertà di Napoli, l’intero iter condotto dall’ente pubblico «integra una speculazione edilizia privata mascherata sotto forma di alloggi sociali con prezzi tutt’altro che agevolati da assegnare anche a non residenti». Si tratta di un’incredibile bufera che prosegue e investe purtroppo chi, come le 53 famiglie aggiudicatarie, ha investito i risparmi di una vita sulla credibilità del progetto caldeggiato dall’ingegnere Elefante e sostenuto dall’amministrazione comunale di Sagristani. La tensione è alle stelle e le famiglie auspicano perlomeno che possa essere concesso loro l’uso delle abitazioni. In caso contrario, bisognerà attendere l’evolversi delle indagini e l’eventuale processo che si dovrà celebrare al Tribunale di Torre Annunziata.

Ma prima di un dibattimento, di un giudizio, bisogna accertare in modo chiaro e definitivo se l’opera è abusiva o meno. Sia chiaro: sul progetto di Sant’Agnello mai c’è stato un ricorso alla giustizia amministrativa e soltanto a poche ore dalla consegna degli appartamenti la polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha dato esecuzione del decreto di sequestro.

Perché è arrivata la svolta nell’inchiesta proprio a poche ore dall’ingresso nelle abitazioni di coloro che, partecipando a un bando pubblico, hanno ottenuto la chance di acquistare una casa? Perché negli anni precedenti, in cui il fascicolo di inchiesta era già aperto, non si è mai proceduto a fermare i lavori? Domande che quotidianamente si pongono le famiglie. Intanto, l’opposizione, in consiglio comunale, attraverso il gruppo del Movimento Cinque Stelle, ha chiesto di istituire una commissione di inchiesta comunale che possa fare luce sull’iter seguito dagli uffici dell’ente municipale.