Alberto Dortucci

Palomba, il sindaco rimasto solo: «Salvo la Turris, poi potrei lasciare»

Alberto Dortucci,  

Palomba, il sindaco rimasto solo: «Salvo la Turris, poi potrei lasciare»

Un sindaco sull’orlo di una crisi di nervi. Se non fosse – a giudicare dalle condizioni in cui è ridotta la città – in ferie da due anni, Giovanni Palomba avrebbe bisogno di una vacanza dal Comune di Torre del Greco e dalla sua litigiosa e incontentabile maggioranza. Non bastassero i guai legati alla Turris e all’incubo della mancata iscrizione in serie C dopo vent’anni nell’inferno dei dilettanti, a rendere incandescente l’estate dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio tornano i «soliti» problemi con gli alleati. Nodi irrisolti – a dispetto del rimpasto-riparatore di metà mese – capaci di fare sbottare il primo cittadino, arrivato a minacciare le dimissioni-bis a un anno esatto dalla farsa del luglio 2019 conclusa con un frettoloso e grottesco dietrofront.

Scontro in giunta La goccia capace di fare traboccare il vaso della pazienza di Giovanni Palomba è arrivata durante la prima riunione di giunta successiva al «rimescolamento delle carte» in maggioranza. Una riunione rinviata in varie occasioni per l’assenza di alcuni assessori – a partire dalla new entry Luigi Civelli, nominato e subito volato in ferie – e convocata di primo mattino per risolvere alcune questioni relative alla gestione del cimitero, particolarmente caro al politico-ultra Pasquale Brancaccio. Questioni evidentemente irrisolte dal provvedimento arrivato all’attenzione dell’esecutivo e destinato poi a passare al vaglio del consiglio comunale, con diversi esponenti della coalizione già pronti a inscenare una nuova guerra tra bande dopo la desolante battaglia per eleggere Gaetano Frulio capo dell’assise. La delibera preparata dall’assessore è stata conseguentemente «congelata», scatenando la rabbia del sindaco per il prezioso tempo perso. Rabbia capace di convincere lo stesso Giovanni Palomba a lasciare – visibilmente alterato per l’ennesimo contrattempo del suo tribolato e sgangherato mandato – la stanza al primo piano di palazzo Baronale per fare rotta dal segretario generale Pasquale Incarnato: «Si è andato a dimettere», i primi rumors arrivati dalla sala giunta e confermati dalla successiva «scomparsa» del primo cittadino. In realtà, invece, si trattava solo di una «minaccia». Almeno, al momento: «Non potrei mai lasciare la guida della città in un momento-chiave per il futuro della Turris – le «rassicurazioni» arrivate direttamente dal sindaco a metà pomeriggio -.

Dopo il 6 agosto, termine ultimo per chiudere le procedure per l’iscrizione, tirerò le somme e prenderò le decisioni del caso».Un uomo solo Al netto della reazione d’istinto avuta davanti all’ennesimo «incidente» della sua tormentata esperienza alla guida di palazzo Baronale, resta l’impressione di un sindaco rimasto solo a fronteggiare tutti i disastri registrati all’ombra del Vesuvio. A partire dalla cronica emergenza rifiuti per finire proprio alla questione-stadio, su cui si sono concentrate le attenzioni e le pressioni di un popolo legato a doppio filo alla sua squadra di calcio: l’immagine di Giovanni Palomba accerchiato all’esterno del Comune dai tifosi della Turris a caccia di notizie confortanti e senza il conforto della presenza di un assessore o di un consigliere comunale fotografa precisamente l’attuale «distanza» tra il primo cittadino e gli esponenti di una carovana del buongoverno tornata carrozzone – manco fosse la zucca vuota usata da Cenerentola per il «gran ballo» al palazzo Baronale – in meno di due anni.

Lo scatto in giunta potrebbe, dunque, essere solo il primo step di un inevitabile epilogo. D’altronde, le elezioni regionali – fissate per il 20 e 21 settembre- sono dietro l’angolo. E ipotizzare l’addio o la sfiducia dopo il pagamento dell’ultima «cambiale» al Pd – almeno alla parte del Pd pronta a sostenere nell’ombra Giovanni Palomba & company – non sembra, a oggi, un azzardo. «All’inizio della prossima settimana, insieme al presidente Antonio Colantonio, siamo attesi dal prefetto di Bari e dal prefetto di Avellino: non posso partecipare a questi incontri senza la carica da sindaco, la Turris ora è la priorità perchè la scadenza è vicina – conclude Giovanni Palomba -. Certo, in questi giorni difficili mi sono sentito solo: nessuno mi è stato vicino, sono rimasto deluso».