Salvatore Dare

La frode del bonus vacanza, scatta la denuncia dei B&b della penisola sorrentina

Salvatore Dare,  

La frode del bonus vacanza, scatta la denuncia dei B&b della penisola sorrentina

«Salve. Con la mia famiglia ho diritto all’utilizzo del bonus vacanze. Sareste così gentili da concedermi un rimborso in contanti? Se non potete, almeno la metà». E’ la domanda che tanti operatori extralberghieri della penisola sorrentina si stanno sentendo rivolgere già da qualche giorno sia via mail sia telefonicamente. A contattarli non sono veri e propri turisti, ma potenziali “percettori” del bonus da 500 euro che evidentemente non hanno alcuna intenzione di trascorrere una vacanza o prenotare un pernottamento in penisola sorrentina. E che oggi più che mai, in tempi di crisi, provano a dribblare lo Stato cercando l’escamotage giusto per incassare una discreta somma di denaro con cui sbarcare il lunario. Una vera e propria frode su cui ora c’è pure una segnalazione alle forze dell’ordine.

E’ quella presentata dalle location della penisola sorrentina che aderiscono all’Abbac e che diverranno oggetto di indagine da parte della Procura di Torre Annunziata. I beneficiari del bonus vacanza, insomma, cercano l’exit strategy per raggirare il governo e passare all’incasso dei 500 euro. «Negli ultimi giorni stanno spuntando le pretese di farsi rimborsare il bonus vacanze in liquidità – sottolinea Agostino Ingenito, presidente di Abbac – Alcuni operatori ricettivi hanno informato la segreteria dell’associazione di aver ricevuto richieste di ottenere un rimborso economico, anche parziale, se si fosse incassato il bonus senza fare vacanza». Sia chiaro: come già annunciato di recente, molte location della Terra delle Sirene hanno già deciso di non accettare il bonus vacanza. Specialmente i bed and breakfast. Senza dimenticare gli alberghi. Come già evidenziato a più riprese dagli operatori turistici, il bonus non appare lo strumento adeguato per divenire la panacea di tutti i mali. E non inciderà molto sui fatturati e i flussi, anche alla luce dell’incredibile crollo di arrivi e presenze registrato nelle ultime settimane.

Ovvero, circa il 90 per cento in meno rispetto ai flussi di appena un anno fa. La soluzione per fronteggiare la riduzione dei numeri e che è stata caldeggiata da governo e Regione Campania era quella di sostenere il cosiddetto “turismo di prossimità”. Eppure, l’ultima indagine di Otei evidenzia che la Campania è ritenuta cara per il 65 per cento degli intervistati e che in tanti non conoscono il territorio oltre i 50 chilometri dalla propria residenza (38 per cento). Non solo, si scopre che il 45 per cento degli interpellati non è mai stata sulle isole del golfo, Capri in testa. Un quadro assolutamente desolante. Per tentare di offrire supporto all’indotto servirebbero misure incisive, condivise sia con gli imprenditori che con i dipendenti del comparto (a partire dagli stagionali) e le organizzazioni sindacali. Ma non è così. Una delle ultime chance proposte dalla Regione Campania è il bando per i contributi alle imprese turistiche. Ci sono 23 milioni di euro di fondi messi a disposizione per le strutture ricettive. L’iniziativa è rivolta – con contributo una tantum – ad alberghi e strutture simili; villaggi turistici; aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte; alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni; agenzie di viaggio e tour operator; guide e accompagnatori turistici; altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio; gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali; luminarie – pirotecnici – parchi divertimento; attività fotografiche. Le istanze vanno presentate entro il 31 luglio.