Scafati. Non c’è pace per il consigliere Di Massa: rischia l’incompatibilità

Adriano Falanga,  

Scafati. Non c’è pace per il consigliere Di Massa: rischia l’incompatibilità

Non c’è pace per il consigliere comunale Alfonso Di Massa, si apre nei suoi confronti un nuovo procedimento di contestazione di incompatibilità. E’ il secondo che l’esponente di Fratelli D’Italia, consigliere più votato alle ultime elezioni, si ritrova ad affrontare. Il primo è stato archiviato dopo che Di Massa aveva azzerato le pendenze tributarie verso l’ente, che ne causavano, assieme ad altri tra consiglieri e assessori, profili di incompatibilità. Questa volta a carico di Di Massa sono emerse cartelle esattoriali emesse da Equitalia per somme dovute al Comune di Scafati, sia a nome dell’azienda nella quale è rappresentante legale e sia per contenziosi accesi presso la commissione tributaria. Rispetto al precedente procedimento, la somma contestata al consigliere comunale è di poco superiore, nel totale, ai mille euro. L’iter è stato avviato pochi giorni fa dalla dottoressa Rosalba Esposito, responsabile del primo settore Affari Istituzionali e Generali.

La proposta di deliberazione è arrivata in commissione garanzia presieduta da Michele Russo per le valutazioni del caso. Certo è che l’atto arriverà in consiglio comunale non prima di settembre, a causa della pausa estiva. Un lasso di tempo importante, perché può permettere a Di Massa di saldare e azzerare il dovuto, laddove non avesse già provveduto in queste ore, ed evitare la discussione in assise pubblica. In caso contrario, una volta che il consiglio abbia riconosciuto la posizione di incompatibilità del consigliere, questi avrà dieci giorni di tempo per rimuovere la causa ostativa, pena la decadenza da consigliere comunale. Quanto ai ricorsi accesi presso la commissione tributaria, c’è da aggiungere che Palazzo Mayer non è a conoscenza dello stato di fatto, se siano stati definiti o ancora in corso. Missive inviate dall’ente ai legali difensori di Equitalia Sud attendono ancora riscontro. Di Massa finì nel calderone delle incompatibilità già lo scorso ottobre, azzerando però il debito ed evitando la procedura in consiglio comunale. Nonostante ciò non è riuscito ad evitare l’avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, pubblico ministero Roberto Lenza, assieme ad altri 19 amministratori tra sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza. Per tutti l’ipotesi di reato è il falso in atto pubblico perché nella dichiarazione di insussistenza di cause ostative alla assunzione della carica di consigliere comunale o assessore del Comune di Scafati, attestavano “falsamente” di non trovarsi in alcune delle cause di incompatibilità, avendo invece, scrive la Procura «un debito liquido ed esigibile nei confronti dell’ente».

Accuse tutte da dimostrare, anche perché la Procura ha agito sulla base della lista fornita dalla Geset alla segretaria comunale Giovanna Imparato. In quel documento non tutte le somme indicate sono relative a debiti certi ed esigibili, ed è il caso di chi doveva semplicemente saldare una o più rate della Tari, senza però essere stato messo in mora. Ed è il caso anche del neo consigliere Emilio Cirillo, appena subentrato in assise alla dimissionaria Sonia Ferrara. Il farmacista aveva una rata Tari 2019 non ancora pagata, saldata però la mattina stessa della sua surroga in consiglio comunale.