Castellammare. Il boss Polito contro l’Antimafia, ricorso per i soldi sequestrati

Tiziano Valle,  

Castellammare. Il boss Polito contro l’Antimafia, ricorso per i soldi sequestrati

Il boss del rione Moscarella Raffaele Polito rivuole i 13mila euro in contanti che gli furono sequestrati dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, nell’ambito dell’inchiesta Domino che un mese e mezzo fa ha sgominato il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia. La Procura distrettuale Antimafia di Napoli si oppone perché ritiene che quei soldi siano il provento del traffico di sostanze stupefacenti e servirebbero per finanziare nuovi acquisti di partite di droga e armi. A questo punto, dovrà essere il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli a dover decidere, dopo che il Riesame ha già annullato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per Polito, difeso dall’avvocato penalista Mariano Morelli.

È quanto emerge a margine dell’inchiesta Domino, condotta dalla Procura Antimafia, che un mese e mezzo fa ha portato all’arresto di ventisei persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere, traffico di sostanze stupefacenti e armi. Nel corso delle indagini, i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata sono riusciti a documentare come l’organizzazione criminale del rione Moscarella – guidata da Raffaele Polito e Silverio Onorato – si approvvigionasse di marijuana e cocaina dai narcos di Scanzano, quartiere roccaforte del clan D’Alessandro. Per Raffaele Polito fu firmata dal gip un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari e nel giorno del blitz, durante le perquisizioni effettuate dai carabinieri, i militari riuscirono a scovare all’interno dell’abitazione di Polito poco più di tredicimila euro in contanti. I soldi furono immediatamente sequestrati perché ritenuti provento del traffico di sostanze stupefacenti. In sede di Riesame, però, clamorosamente i giudici della libertà di Napoli hanno provveduto ad annullare l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, nonostante la Procura distrettuale Antimafia di Napoli avesse prodotto anche una nuova informativa dei carabinieri. In queste carte, dove si racconta di un nuovo clan “indipendente” nato a Castellammare di Stabia, nel rione Moscarella, guidato proprio da Polito e Onorato, si fa esplicito riferimento anche ai sequestri messi a segno negli anni scorsi quando gli 007 scoprirono diverse armi da guerra oltre che documentare un radicato sistema dello spaccio di droga all’interno del quartiere. Documenti però che non sono bastati a convincere i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli, che hanno deciso di annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari e rimettere in libertà Polito. E ora, colui che è considerato dagli investigatori il nuovo boss di Moscarella, pretende anche la restituzione dei tredicimila euro che gli furono sequestrati durante il blitz che gli costò l’arresto.