Giovanna Salvati

Torre Annunziata: blitz nel rione Penniniello. Trovata la fabbrica dei proiettili

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata: blitz nel rione Penniniello. Trovata la fabbrica dei proiettili

Una fabbrica per costruire proiettili, al servizio della camorra, in uno dei rioni più caldi di Torre Annunziata. Piccole macchine, cartucce, polvere da sparo e tutto il necessario per realizzare i colpi da inserire nei caricatori delle pistole custoditi in una busta all’interno di un alloggio popolare del quartiere Penniniello. Duecentosessantadue cartucce e centinaia di palle di piombo già pronte e già a disposizione dei killer. Forse gli stessi che già da qualche mese stanno insanguinando le strade di Torre Annunziata.

I controlli nel rione Penniniello sono scattati alle prime luci dell’alba. Un elicottero dei carabinieri, tredici pattuglie e trenta uomini in divisa, con il supporto delle unità cinofile hanno fatto irruzione nella palazzine popolari di via Settetermini, il parco considerato il quartier generale del clan Gallo. E’ la risposta dello Stato alla camorra che ha alzato la testa. E’ la risposta ai clan che hanno aperto il fuoco e hanno dato il via alla faida. Un agguato ogni dieci giorni. Bombe e sparatorie che hanno riportato Torre Annunziata indietro nel tempo. Agli anni della faida e delle scie di sangue sull’asfalto. Così le forze dell’ordine hanno deciso di dare una risposta forte: lo stanno facendo da giorni con continui blitz nei rioni caldi della città, nei quartieri che sono considerati terra di camorra, dove l’unica legge che vale è quella della vendetta e del grilletto. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata – agli ordini del maggiore Simone Rinaldi – hanno perquisito diverse palazzine, dodici appartamenti e tra questi anche un alloggio popolare dove all’interno hanno trovato la fabbrica dei proiettili. L’hanno ribattezzata così la piccola centrale domestica dove un 24enne nascondeva 262 proiettili di vario calibro. E ancora: tre chili di materiale costituito da palle di piombo, bossoli ed inneschi e infine una piccola pressa utilizzata per produrre proiettili in modo artigianale.

Un macchinario che permetteva di creare munizioni di un certo calibro. All’interno di una scatola i carabinieri hanno anche ritrovato centinaia di proiettili, tutti vuoti di calibro 9. Involucri che con molta probabilità di lì a poco sarebbero stati riempiti di polvere da sparo. La stessa pressa – secondo gli investigatori – modificata sarebbe stata utilizzata anche per realizzare pallottole artigianali di un calibro superiore. Una scoperta inquietante che per i carabinieri conferma l’inizio della faida: quei colpi avrebbero sicuramente rifornito le armi di killer pronti a sparare. All’isolato 11 su un lastrico hanno ritrovato due chili di di marijuana, e all’isolato 15 invece una mazza da baseball che non si esclude che fosse a disposizione per compiere azioni delittuose. La città infatti conta, in soli 90 giorni, dieci agguati. Gli ultimi tre sono quelli che hanno aperto uno scenario agghiacciante. Tre tentati omicidi nei confronti di tre nomi di spicco della malavita locale: Giuseppe Carpentieri, genero del boss Valentino Gionta; Salvatore Palumbo, alias Tore o’ maccato; Mario Dentice affiliato ai Gallo. Tutti e tre escono praticamente illesi dalla pioggia di piombo ma sono tre episodi che hanno dato il via alla faida.