Andrea Ripa

San Giuseppe, il calvario di Raffy: «La Regione non paga i farmaci per le cure»

Andrea Ripa,  

San Giuseppe, il calvario di Raffy: «La Regione non paga i farmaci per le cure»
Il piccolo Raffaele con la mamma

San Giuseppe Vesuviano. La pandemia da Coronavirus non ha soltanto stravolto le nostre vite, ma ha rallentato un mondo che già prima dell’arrivo del virus viaggiava a rilento. Così capita che mentre con estrema fatica proviamo a riprenderci i nostri spazi c’è chi è costretto a restare indietro, perché senza l’aiuto delle istituzioni diventa difficile anche provare a riprendersi un briciolo di normalità che la vita prima e poi il virus gli hanno tolto. La storia di Raffy, un ragazzo stupendo di San Giuseppe Vesuviano, affetto da una grave disabilità è l’esempio di quanto forza di volontà e voglia di vivere siano forti. Da sempre convive con una tetraparesi spastica che è diventata la compagna di vita, ma grazie anche al sostegno di mamma Antonia, una guerriera che si è sempre fatta in quattro per lui, anche le giornate più difficili assumono tutt’altro significato.

Ma solo la forza di volontà non basta, Raffaele – che oggi a 16 anni e frequenta l’istituto comprensivo don Gino Ceschelli a San Giuseppe Vesuviano – ha bisogno di cure costanti. Che possano in qualche modo alleviargli i dolori fisici di cui purtroppo soffre. Necessiterebbe di infiltrazioni di tossina botulinica, interventi diventati ormai di routine per lui che da anni si sottopone a questo tipo di terapie. Ma da dicembre a oggi qualcosa s’è inceppato. Non riceve più assistenza, e complice il blocco per la pandemia e le nuove misure restrittive per le visite sanitarie, per il piccolo Raffy c’è sempre meno posto. Da dicembre a oggi per attendere le infiltrazioni per un ragazzo di 16 anni sono mesi infiniti, tra dolori e speranza. Ma i soldi non ci sono, la Regione non ha fondi.

Eppure il modello della sanità descritto dal governatore Vincenzo De Luca doveva essere perfetto. E invece una prima falla nel “sistema medico deluchiano” emerge. «Ci dicono che non ci sono fondi e le visite vengono sempre rimandate», racconta mamma Antonia a Metropolis. «Al Bambin Gesù di Roma, anche lì seguono mio figlio, viene fatta in maniera costante. Perché i pazienti affetti da questo tipo di patologie non possono interrompere le cure. E’ una vicenda insostenibile per me». Per un problema diventato insormontabile nel corso dei mesi ce n’è un altro che in via di risoluzione. In vista del ritorno a scuola Raffaele avrà bisogno di una nuova carrozzina.

Dopo gli appelli lanciati al Comune a mettersi in contatto con la mamma del ragazzo di 16 anni affetto da tetraparesi spastica sono stati alcuni privati, attraverso un assessore dell’Ente che ha fatto da tramite, che si sono proposti di regalare quel costoso macchinario per il piccolo di San Giuseppe Vesuviano. «Un raggio di sole nel buio dei silenzi», dice mamma Antonia. Che continuerà a portare avanti la battaglia per lo sblocco delle infiltrazioni che la Regione non passa più. Storie di un angolo di provincia spesso dimenticato dalle istituzioni, dalla Regione al Comune: il dramma di una mamma che chiede soltanto un briciolo di normalità per suo figlio. Non può e non deve restare indietro, bloccato in quella palude di burocrazia che troppo spesso nega semplici diritti.