Alberto Dortucci

Torre del Greco, il concorso dei veleni: Palomba trascinato in tribunale dal «pupillo» Coccoli

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il concorso dei veleni: Palomba trascinato in tribunale dal «pupillo» Coccoli
Ex consulente giuridico del sindaco

Torre del Greco. Il «concorso dei veleni» per la poltrona d’oro da 300.000 euro in tre anni finisce davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata. Non finisce di regalare colpi di scena la procedura promossa dal Comune per selezionare – all’indomani delle dimissioni presentate da Antonioluigi Iacomino – il nuovo dirigente del settore affari legali dell’ente di palazzo Baronale. A due mesi dalla «fumata nera» in municipio – i sette candidati furono tutti «bocciati» dalla commissione esaminatrice – l’avvocato Nino Coccoli, ex consulente legale del sindaco Giovanni Palomba, impugna l’esclusione e trascina il Comune davanti alla sezione lavoro del palazzo di giustizia di via Nazionale.

Il ricorso urgente

Toccherà al giudice Tommaso Mainenti esaminare i motivi del ricorso urgente con cui il professionista arrivato all’ombra del Vesuvio all’indomani della débâcle elettorale a Pompei – come candidato sindaco non superò i 1.300 voti, mancando perfino l’ingresso in consiglio comunale come esponente dell’opposizione – punta a ribaltare il «verdetto» dell’organismo presieduto dal dottore Massimiliano Palumbo e completato dai dirigenti comunali Luisa Sorrentino e Salvatore Visone. D’altronde, l’avvocato Nino Coccoli – fortemente sponsorizzato dall’assessore Gennaro Granato, il delfino dell’ex sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano recentemente travolto dall’ennesima bufera giudiziaria abbattutasi sulla carovana del buongoverno – già «a caldo» aveva contestato la decisione della commissione esaminatrice. Già a fine maggio, infatti, l’ex politico di Pompei decise di scrivere una «memoria difensiva» per dimostrare di essere in possesso dei requisiti previsti dall’avviso pubblico promosso dall’amministrazione comunale in piena emergenza-Coronavirus. Osservazioni puntualmente finite in qualche cestino dei rifiuti di palazzo Baronale, circostanza capace di convincere il pupillo di Giovanni Palomba a ricorrere direttamente alla sezione lavoro del tribunale di Torre Annunziata. La prima udienza è stata fissata per il 31 luglio, quando saranno discusse le esigenze cautelari per la riapertura della procedura. La difesa del Comune è stata affidata all’avvocato Francesco Nappo, attuale «reggente» del settore affari legali.

Il malumore del sindaco

Il ricorso ex articolo 707 presentato dal suo «pupillo» avrebbe – secondo i rumors circolati all’interno della maggioranza – indispettito il sindaco Giovanni Palomba. Perché lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio aveva immediatamente cercato di tamponare il fallimento del piano per «promuovere» Nino Coccoli al ruolo di dirigente dell’avvocatura con un nuovo incarico: allo «straniero» di Pompei, infatti, l’ingegnere Generoso Serpico ha affidato l’incarico di «supporto» al responsabile dei procedimenti relativi alle attività di edilizia privata e condoni dietro il riconoscimento di circa 3.000 euro al mese per sei mesi. Insomma, un «contentino» da 18.500 euro fino al 31 dicembre che – secondo le aspettative del primo cittadino – avrebbe dovuto «consolare» il suo ex consulente giuridico per l’inatteso stop alla corsa alla poltrona da 300.000 euro in tre anni. La notizia del ricorso avrebbe, dunque, colto di sorpresa il primo cittadino. Ora costretto a fronteggiare l’ennesima battaglia legale, stavolta portata avanti direttamente da chi – carte alla mano – dovrebbe essere «riconoscente» a Giovanni Palomba e al servizio del Comune. A 3.000 euro al mese fino al 31 dicembre 2020.

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