Giovanna Salvati

Torre Annunziata: pericolo crolli, sgomberate 7 famiglie. «Si rischia un’altra tragedia»

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata: pericolo crolli, sgomberate 7 famiglie. «Si rischia un’altra tragedia»

Al civico 5 di piazza Nicotera c’è un palazzo che potrebbe venir giù da un momento all’altro. Un palazzo storico che poteva diventare l’ennesimo simbolo di una tragedia, come quello venuto giù il 7 luglio del 2017 sulla Rampa Nunziante. Un fabbricato di quattro piani, dove vivono sette famiglie e sede, al primo piano, anche del comando della polizia municipale. Per tutti: l’ordine dei vigili del fuoco è stato di andare via. A dare l’allarme è stato l’amministratore di condominio che mercoledì sera dopo aver notato crepe sulla scala ha deciso di chiamare subito i pompieri. Dopo un sopralluogo i funzionari hanno ordinato, in via precauzionale, lo sgombero immediato delle famiglie, individuando una serie di crepe che stanno determinando il cedimento del palazzo. Da via Frumento le pareti esterne sono completamente spaccate. Ed è qui, secondo quanto scritto nella relazione dei vigili del fuoco che sarebbe interrato un «antico rivo» che avrebbe causato i cedimenti «differenziali del piano di posa dell’edificio» come riporta la relazione. Quanto basta per far scattare la paura e l’ordine di sfratto per le famiglie. Chiusa anche un’attività commerciale e ieri pomeriggio, dopo un sopralluogo da parte dei tecnici comunali, vigili e amministratori del condominio, il Comune ha chiuso anche la strada. Da quel palazzo spuntano una serie di anomalie che gli stessi occupanti hanno denunciato. Una serie di abusi edilizi che sarebbero stati realizzati all’interno di alcuni appartamenti, tipo una piccola mansarda, l’apertura di un varco, una finestra vista Capri. Un edificio nel quale però non ci sono solo famiglie ma anche studi di professionisti e di medici. Tra questi anche lo studio del consigliere comunale Giuseppe Raiola. Al centro della vicenda anche una querelle tra i vari condomini, tutti proprietari. Una guerra che va avanti da tempo per realizzare una serie di lavori di ristrutturazione per i quali non si sarebbe mai trovato l’accordo, tra i proprietari degli apparamenti. Ora invece è arrivato l’obbligo di mettere in sicurezza la palazzina che non rappresenta più un problema per pochi ma per la pubblica incolumità visto che si trova al centro della città.

Il comando vigili

Dall’immobile non dovranno andare via solo le famiglie ma gli agenti del comando della polizia municipale. «E’ una situazione delicata per tutti – spiega il comandante Antonio Virno – e nelle prossime ore saranno chiusi gli uffici e trasferiti in un’altra struttura». Al momento non è stata ancora ufficialmente definita la nuova sede: si sta valutando l’ipotesi di spostare i vigili all’interno dell’ex Ced, o nella palazzina di via Dante, dove c’era lo sportello Gori e l’Informagiovani. Tutte ipotesi al momento che i vigili stanno valutando «abbiamo bisogno di spazi non solo per noi, ma anche per soddisfare l’utenza e i nostri mezzi», aggiunge Virno. Eppure all’interno del comando i segni di un collasso erano già evidenti da tempo, da quando era stata chiuso l’ufficio del comandante: la muffa sulle pareti era stato il primo segnale, i primo campanello d’allarme. E anche i continui appelli lanciati dagli agenti non sono stati presi in considerazione. Spunta infatti una vecchia nota sindacale protocollata al sindaco Vincenzo Ascione e all’ex assessore alla polizia municipale Gaetano Veltro. Finita nel dimenticatoio. E ieri una nota sindacale è stata nuovamente prodotta dalla Cisl: «Chiediamo una imminente assegnazione di locali più idonei – scrive il rappresentante Giuseppe Manfredi – per lo svolgimento delle attività di polizia locale a tutela dei lavoratori e dei servizi offerti alla collettività oplontina». Per ora gli agenti della municipale però restano senza casa.