Teresa Palmese

Scavi, assist alle aziende: «Così ripartiamo insieme»

Teresa Palmese,  

Scavi, assist alle aziende: «Così ripartiamo insieme»

La crisi economica che attanaglia gli imprenditori di Pompei si rivela giorno dopo giorno sempre più allarmante. E ora a tendere una mano alle aziende, che rischiano la chiusura e naturalmente di conseguenza andrebbero in fumo centinaia di posti di lavoro, è il Parco archeologico. Ieri mattina s’è tenuto un importante incontro tra le parti, forse storico, finalizzato a discutere delle possibili iniziative per il rilancio del turismo, ormai in ginocchio dopo l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. Gli operatori pompeiani hanno così chiesto uno sforzo corale a tutti i soggetti e le istituzioni locali, e i vertici della Soprintendenza si sono immediatamente dimostrati disponibili a un confronto e soprattutto all’ascolto dei portavoce di centinaia di imprenditori che rischiano dopo anni di vedere collassare le proprie attività che ruotano intorno al business della città sepolta dall’ira del Vesuvio nel 79 dopo Cristo.

Nel corso dell’incontro s’è discusso soprattutto dell’opportunità e della necessità, in questo momento storico di crisi economica, di ammorbidire le restrizioni legate all’accesso degli utenti al sito, naturalmente tenendo conto delle norme obbligatorie per la sicurezza e il contrasto alla pandemia da Covid-19. S’è concordato che il contingentamento del numero di visitatori, così come la vendita on-line per scaglioni ed orari, percorsi prestabiliti, di certo non stanno incentivando i visitatori. E gli allarmi degli ultimi giorni sull’aumento del numero dei contagi di certo non sono un buon auspicio. Ecco perché serve ora un piano preciso che possa portare ad assicurare visite sicure all’aperto tra le bellezze delle domus.

Gli imprenditori di Porta Marina Superiore e Inferiore, dopo continue segnalazioni inviate anche in Comune, hanno sollecitato una maggiore chiarezza nelle informazioni disponibili in rete sulle regole da rispettare per i visitatori. E’ stato poi sollevato l’argomento della chiusura degli Scavi del lunedì, una misura standard tempo fa, che i il Parco Archeologico ha ripristinato e che vuole mantenere in essere. Si è convenuto di stilare una serie di criticità e suggerimenti da sottoporre alla direzione del Parco e quindi proseguire un confronto su punti specifici e proposte concrete. Gli imprenditori, intercettati all’uscita della sede dell’incontro, si sono detti soddisfatti del dialogo e dell’apertura da parte della Soprintendenza. “Stiamo vivendo un momento drammatico e senza precedenti – hanno confessato -. Sono a rischio imprese e tanti posti di lavoro. Ringraziamo la direzione del Parco Archeologico di Pompei che ha mostrato comprensione e sensibilità verso il grave momento che stiamo attraversando.” “E’ un primo tentativo di dialogo che speriamo possa proseguire in futuro”, hanno concluso. Insomma, a Pompei, resta il dramma dell’impressionante calo dei visitatori che si traduce in aziende chiuse e lavoratori a casa in piena stagione turistica. A questo punto per le imprese si prospetta un autunno da incubo. Questa la più grande preoccupazione per le aziende di Pompei che speravano in una ripresa quantomeno più immediata.