Boom di barche a Capri. Nuovo appello: «Basta assalti all’isola, servono più controlli»

Marco Milano,  

Boom di barche a Capri. Nuovo appello: «Basta assalti all’isola, servono più controlli»

Giù le mani dal mare di Capri. Stop alle corse da rally tra le acque isolane e no agli sbarchi selvaggi a Marina Piccola. L’associazione “Capriamoci”, in prima linea nella tutela della natura e dello specchio acqueo intorno allo scoglio più famoso del mondo, dice basta all’arrembaggio piratesco che si sta registrando anche in questa estate 2020.

A destare preoccupazione per l’associazione isolana, guidata dall’infaticabile Luca De Simone e composta da chi vuole realmente bene a “Nostra Madre Capri”, sono i vari naufragi che si stanno susseguendo in questi giorni, conseguenza anche di troppe barche in mare e navigazioni a velocità eccessive e i continui arrivi al piccolo imbarcadero di Marina Piccola, nella baia antistante i Faraglioni, che dovrebbe essere off limits e protetto come un piccolo diamante e invece è stato abbandonato al destino di essere vittima di continui sbarchi. «Si è sfiorata una tragedia per la seconda volta – dicono dall’associazione Capriamoci – un piccolo natante è colato a picco durante l’ora di punta. Per miracolo gli occupanti della barca sono tutti illesi. Le verifiche stabiliranno a chi attribuire le colpe, ma a nostro avviso ha sicuramente influito la velocità sotto-costa. Nei week-end – continuano dall’associazione nata per autentico amore per l’isola e per tutelarla dai pirati – ormai il mare è diventato impraticabile dato l’eccessivo numero di natanti che sfrecciano a tutta velocità a pochi metri dalla costa. Va sicuramente invertito questo trend, perché il mare di Capri così è destinato a diventare ogni giorno sempre più pericoloso. Da sempre abbiamo lottato, promosso attività e denunciato la velocità sotto-costa. Ma purtroppo a quanto pare il messaggio non è stato recepito da molti. Siamo purtroppo amareggiati e preoccupati per cosa sta succedendo negli ultimi giorni. La nostra isola tra ancoraggi selvaggi e barche che sfrecciano a tutta forza sta diventando una lontana parente della Capri che tutti custodiamo gelosamente nella nostra memoria». Immagini e video, inoltre, da parte dell’associazione sono state “postate” sui profili social per quanto concerne gli attracchi a Marina Piccola. «Come è possibile che, questo angolo di paradiso – si chiede il gruppo guidato da Luca De Simone – sia diventato un piccolo porto dove possono sbarcare centinaia di barche al giorno? Salvaguardiamo il nostro patrimonio e valorizziamolo fino a che questo è ancora possibile».