Rudere abusivo a Boscotrecase, l’abbattimento atteso 22 anni sotto gli occhi dei pm

Pasquale Malvone,  

Rudere abusivo a Boscotrecase, l’abbattimento atteso 22 anni sotto gli occhi dei pm
Fragliasso e Filippelli

Boscotrecase. Ruspe anti-abusivismo in azione nella cittadina che sorge nel Parco Nazionale del Vesuvio. Ieri mattina, è stata eseguita un’ordinanza di demolizione, disposta dalla Procura di Napoli, di una vecchia costruzione realizzata anni addietro in assenza dei titoli richiesti. Si tratta di uno scheletro in cemento e calcestruzzo in chiaro stato di abbandono e sul quale pendeva un ordine di demolizione. Una villetta, almeno stando alle intenzioni del responsabile dell’abuso, che sorgeva nel cuore dell’area protetta del Vesuvio, sottoposta a vincoli ancor più stringenti. A coordinare le operazioni di abbattimento e messa in sicurezza dell’area, sono intervenuti gli agenti di polizia locale, agli ordini del comandante Francesco Di Palma.

Sul posto era presente anche il sindaco Pietro Carotenuto che ha voluto assistere alla demolizione del manufatto che si è letteralmente sbriciolato sotto i colpi della pala meccanica. A visionare l’intervento, tra l’altro, anche il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso e il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli. La Procura, infatti, ha da tempo posto l’accento sull’emergenza legata agli abusi edilizi e agli abbattimenti mai eseguiti. Una piaga che tiene in scatto un intero territorio che si sviluppa proprio ai piedi del vulcano. L’immobile in questione, situato in via Morelli, è composto da 9 pilastri, un solaio, una rampa d’accesso e si estende su un’area di poco meno di 250 metri quadrati complessivi. Il primo atto di una serie di abbattimenti che attendono di essere eseguiti da decenni. La sentenza di demolizione, come raccontano gli atti, è diventata irrevocabile addirittura nel maggio del 1998: oltre vent’anni fa.

A firmarla fu l’allora Pretore di Torre Annunziata condannando i due responsabili dell’abuso, entrambi di Boscotrecase. L’abbattimento è stato reso possibile grazie al Comune che ha anticipato – grazie alla Cassa Depositi e Prestiti – le somme necessarie per procedere alla demolizione. L’accordo di programma firmato tra i comuni del Parco e la Procura è stato sottoscritto proprio per rendere più efficace l’azione di contrasto all’abusivismo edilizio nel territorio che insiste nel Parco Nazionale del Vesuvio. In sintesi, l’obiettivo è la tutela del patrimonio naturalistico del Parco Nazionale del Vesuvio dai danni provocati dalle costruzioni abusive, coinvolgendo in modo sinergico tutte le istituzioni firmatarie affinché si intervenga sul fenomeno in maniera incisiva, generando allo stesso tempo un fondamentale effetto deterrenza nei confronti di chi fosse ancora intenzionato a perpetrare tale reato sul territorio.

Nello specifico, l’accordo fissa anche le priorità nell’individuazione degli abusi da colpire, chiarisce gli aspetti delle procedure amministrative da seguire in capo ai diversi Enti e fissa le linee di finanziamento da cui attingere le risorse economiche necessarie per gli abbattimenti ed il ripristino dello stato dei luoghi per quei manufatti edilizi abusivi ricadenti nel perimetro dell’area protetta ed oggetto di sentenza penale di condanna passata in giudicato.