CASTELLAMMARE DI STABIA – C’è una quinta belva ancora da identificare. Si tratta di un delinquente che, casco in mano, ha centrato alla nuca Giovanni Ballaro’ prima che arrivasse il colpo da kappao con il tavolino di alluminio. Le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, coordinati dal capitano Carlo Venturini e dal tenente Andrea Riccio vanno avanti e puntano a identificare tutti i colpevoli del pestaggio all’appuntato in servizio alla caserma di Gragnano, avvenuto sabato notte in villa comunale. I primi quattro accusati di aver partecipato al raid della vergogna sono già finiti dietro le sbarre: Ferdinando Imparato (27 anni), Giovanni Salvato (22 anni) Pio Lucarelli (19 anni) e Pasquale D.M.

(17 anni). Sono accusati di lesioni gravissime e aggressione a pubblico ufficiale. Arrestato anche Manuel Spagnuolo (42 anni), che dopo l’aggressione e con la vittima a terra ne ha approfittato per rubare il suo borsello. Ma, come detto, secondo gli investigatori alla fase più violenta dell’aggressione ha partecipato almeno una quinta persona.

Si tratterebbe di un altro giovane che s’è limitato a sferrare un solo colpo, ma che avrebbe potuto avere conseguenze devastanti perché con un casco ha centrato la vittima alla nuca. I carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia stanno cercando di incrociare le immagini dei circuiti di videosorveglianza di alcune attività commerciali (le telecamere del Comune non funzionavano sabato notte) con il video registrato proprio da Giovanni Ballarò. Sei minuti e quaranta secondi circa in cui oltre ai frame dei momenti più drammatici dell’aggressione, ci sono anche le immagini della prima lite avvenuta in villa comunale durante la quale il carabiniere fuori servizio sarebbe intervenuto per sedarla e identificare i presenti. Ballarò non ha mai smesso di registrare, nemmeno quando è finito in balia delle belve che lo colpivano con calci, pugni e a colpi di casco.

Anzi, c’è un dettaglio che emerge a distanza di 48 ore dall’episodio: i tre in sella allo scooter (guidato da Imparato) che hanno dato il via alla brutale aggressione, lo hanno investito proprio perché volevano costringerlo a farsi consegnare il cellulare. Nonostante il carabiniere fosse intervenuto qualificandosi per sedare quella lite nata a seguito di un incidente tra scooter in villa comunale, le bestie non hanno avuto alcuna remora a organizzare in pochi istanti una brutale aggressione nei suoi confronti.

L’appuntato siciliano in servizio alla caserma di Gragnano e sposato con una donna di Sant’Antonio Abate, è tuttora ricoverato nel reparto di Medicina d’Urgenza dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Le condizioni sono stabili ne avrà per 25 giorni a causa del brutto trauma cranico riportato a seguito del pestaggio subito. «Sono felice di essere intervenuto, perché quella lite poteva degenerare», ripete Giovanni Ballaro’ a tutte le autorità che gli stanno facendo visita già da sabato mattina ringraziando tutte le persone che hanno mostrato solidarietà e i colleghi che con indagini lampo sono riusciti ad assicurare alla giustizia quattro violenti che l’hanno aggredito. Ora all’appello manca il quinto.

Comune parte civile

Intanto, il sindaco Gaetano Cimmino, nelle scorse ore, ha annunciato che il Comune di Castellammare si costituirà parte civile nel processo a carico dei presunti responsabili di quel folle pestaggio che – dice Cimmino – ha riportato il nome della città «alla ribalta delle cronache nazionali a causa di fatti gravissimi compiuti da criminali ». «Da criminali devono essere processati e devono pagare con certezza della pena senza attenuanti per quello che hanno fatto. Senza sconti – sottolinea il primo cittadino -Un carabiniere è ferito in questa pazzia e tutti gli stabiesi perbene ieri ed hanno dovuto leggere il nome della propria città per fatti di sangue sui media nazionali.

Queste bestie hanno quasi ammazzato un militare, messo a soqquadro una città, sparso fango su Castellammare. Ci costituiremo parte civile contro di loro. Contro coloro che credono di poter fare cioè che vogliono nelle nostre strade. Follia e nessuna educazione, né cultura né senso delle istituzioni. Questo si vede in quelle immagini tremende.

Ma io continuo da sindaco a vedere la parte buona di quei cittadini che credono nei valori della città ed in tutti coloro che non si voltano e non si volteranno mai dall’altra parte».Intanto a causa delle vicende di venerdì sera l’amministrazione comunale ha deciso di rinviare la presentazione del dossier relativo alla candidatura di Castellammare a capitale italiana della cultura. Sulla candidatura a capitale della cultura non faremo un solo passo indietro – conclude Cimmino – lo dobbiamo proprio a tutti i cittadini perbene di Castellammare di Stabia che credono nella loro città e noi con loro».