Bilancio ok, flop ospizio Il testamento politico del sindaco sfiduciato

Salvatore Piro,  

Bilancio ok, flop ospizio  Il testamento politico del sindaco sfiduciato

Palazzo De Fusco| Il dossier

Conti in regola ma poco personale e troppi buchi a Casa Borrelli PietroAmitrano mette infila i numeri dei suoi 3 anni da primo cittadino

Salvatore Piro

POMPEI

«Le norme più rigide nell’impostazione della spesa per investimento, per effetto del freno imposto dal patto di stabilità, ha determinato per il nostro Ente un freno agli investimenti. Solo con la Finanziaria 2019 si è superato tale vincolo, consentendo al nostro Comune la pianificazione di opere pubbliche, potendo peraltro contare su un incremento annuale dell’avanzo di bilancio di tutto rispetto». Un Comune che nel 2019 ha incassato più di quanto ha speso (le entrate sfiorano i 29 milioni e 200 mila euro – le spese al 31 dicembre ammontano a circa 21 milioni e 500 mila euro) anche per raggiungere un sospirato pareggio di bilancio e per questo motivo con «principali investimenti» che si dovranno realizzare.

E’ questa, in estrema sintesi, l’eredità consegnata dall’ex primo cittadino Pietro Amitrano, e dall’attuale commissario prefettizio Santi Giuffrè, al prossimo sindaco di Pompei. Un quadro che emerge dai numeri pubblicati nella relazione di fine mandato 2017-2020 e che lo scorso 30 luglio ha ottenuto l’ok da parte dei 3 componenti dell’organo di revisione economico-finanziario incaricato di spulciare all’interno dei documenti contabili e di programmazione finanziaria approvati a Palazzo de Fusco. Il nuovo sindaco, che verrà eletto al termine delle amministrative del 20 e del 21 settembre, sarà in pratica alle prese con una sorta di città-cantiere per accrescere il proprio appeal turistico. Ma Pompei, almeno, avrà i conti in regola. «Dal punto di vista dei lavori e delle opere» si legge infatti nell’ultimo rapporto di fine mandato «si è mantenuta una elevata progettualità per concorrere ai finanziamenti disponibili…anche se si sono evidenziati rallentamenti rispetto alle iniziative dovute alle riduzioni di organico per pensionamenti. Nel corso del mandato sono stati realizzati diversi interventi di lavori pubblici, incentrati principalmente sulla manutenzione, l’efficientamento e la salvaguardia del patrimonio pubblico esistente. Principali investimenti si dovranno realizzare». Oltre all’obiettivo del pareggio di bilancio – raggiunto al 31 dicembre del 2019 in conto patrimonio a quota 51 milioni di euro e con un saldo avanzo/ disavanzo di competenza pari a 5 milioni e 655 mila euro – a frenare infrastrutture e nuove opere pubbliche per Pompei è stata dunque una macchina burocratica lenta; con un organico ridotto all’osso e con molti dipendenti vicini all’età pensionabile. Emblematico, del resto, il rapporto tra il complessivo numero dei residenti – 24.981 abitanti – e una macchina comunale scarna con soli 121 dipendenti in organico. Esclusi, ovviamente, il Segretario Comunale e i dirigenti di settore. A farne le spese è stata inoltre l’esigenza di sicurezza dei cittadini con la «necessità di assicurare un presidio del territorio in linea con il programma di mandato». Anche il settore della Polizia Locale è infatti sotto organico. Da qui si evince a chiare lettere dalla relazione – «il livello raggiunto è alquanto soddisfacente, ma non al di sopra delle aspettative ». Il motivo? Il bisogno «della implementazione dell’organico da realizzare attraverso l’assunzione di idonee figure». Un capitolo, amaro e a parte, va infine dedicato ai presunti ‘carrozzoni’, ovvero le Aziende Speciali a partecipazione pubblica come la Aspide, la società partecipata al 100% dal Comune di Pompei e attualmente in liquidazione con un patrimonio netto – si legge sempre nella relazione – che nel 2018 ha registrato un patrimonio netto con saldo negativo enorme: – 1 milione 352 mila euro. «L’Aspide (la società che fino allo scorso 25 settembre gestiva l’ospizio Carmine Borrelli, ndr) non approva bilanci dal 2011. Tale continuo e perdurante inadempimento è in grado di avere ripercussioni negative anche sul bilancio dell’Ente». E’ questa, in pratica, l’ultima grana emergente dal rapporto e consegnata al sindaco che, a settembre, i cittadini di Pompei saranno chiamati a scegliere.