Elena Pontoriero

L’appello di Maurizio Apicella alla famiglia del ragazzo ucciso

Elena Pontoriero,  

L’appello di Maurizio Apicella alla famiglia del ragazzo ucciso

La lettera dell’assassino

Di seguito il testo della lettera inviata da Maurizio Apicella alla famiglia di Nicholas Di Martino: «Mi trovo qui nel carcere di Secondigliano con una accusa che mi porterà via la vita comunque, ma non posso pensare ai miei guai perché la mia mente e il mio cuore sono sempre rivolti a Nicholas: io a 18 armi e lui a 17 travolti da un infame destino, ma in me prevale il dolore perché il Mio amico non ci sarà più, io fra trent’anni quando uscirò da qui non potrò più vederlo. lo sono distrutto dal dolore e capisco benissimo quale sia il Vostro. Capisco anche che non ci sono parole di vicinanza, di condivisione, di pentimento che siano in grado di diminuire anche di poco la Vostra tragedia. lo voglio dire che non ho mai avuto motivo di non essere in amicizia con Nicholas, abbiamo sempre fatto una vita tranquilla nello stesso paese, ci siamo sempre rispettati da ragazzi come ho sempre rispettato tutti Voi e così sono sicuro che anche Voi abbiate gli stessi sentimenti nei miei confronti e della mia famiglia. lo mi difenderò per passare meno anni possibili in galera ma mai mi difenderò senza rispetto e affetto nei confronti di Nicholas e nei confronti Vostri. Piuttosto che dire cose che non ho da dire, me ne rimarrei in carcere fino alla fine dei miei giorni. lo mai, dico mai, ho avuto il pensiero, la volontà, l’idea di provocare la morte di Nicholas. Si è trattato di un gesto istintivo, senza pensarci e in un momento in cui stavo molto male ma non per causa di Nicholas. L ‘ho detto a tutti, ai giudici, ai pubblici ministeri io non mi sono nemmeno accorto di quanto stava succedendo ed è successo. Lo dico anche a Voi. lo, con la morte nel cuore, Vi voglio chiedere perdono per quello che è accaduto e non Vi chiedo perdono perché voglio avere vantaggi nel processo, ma ve lo chiedo perché è un piccolo sollievo pensare che per un momento possiaTe pensarmi in maniera diversa da quella che capisco essere ora nel vostro animo. Vi voglio chiedere perdono anche per un’altra ragione. Ho letto i giornali e tutti i giorni mi leggo le carte del processo e mi dispiace che i tremendi fatti che si sono verificati, vengono presentati in una luce che non esiste. lo sono stato sempre amico di Nicholas e di tutti. Sono stati indicati fatti nei quali non mi riconosco e vedreTe che il tempo mi darà ragione e darà serenità, nei limiti del possibile, a Voi: mai nessuno screzio c’è stato con nessuno e tanto meno con Nicholas. Questo, anche perché viviamo tutti in una società martoriata da tanti problemi e io, che in carcere ho cominciato a studiare, desidero che quanto accaduto ricada solo sulle mie spalle e desidero che il mio dolore, il mio pentimento serva come un seme piantato perché produca una società migliore. Non mi odiate, ma perdonatemi».

MAURIZIO APICELLA

18 anni, accusato dell’omicidio di Nicholas Di Martino e del tentato omicidio di Carlo Langellotti, unitamente al presunto complice Ciro Di Lauro