Code e assembramenti, inferno fuori gli Scavi

Salvatore Piro,  

Code e assembramenti, inferno fuori gli Scavi

Assembramenti, lunghe file di visitatori fuori ai varchi d’ingresso, ritardi nei trasporti, tour-operator “massacrati da restrizioni ai limiti del paradosso” e che minacciano azioni legali risarcitorie. E’ stato un martedì infernale quello vissuto ieri al Parco Archeologico di Pompei. Dove le rigide restrizioni imposte anche dalla Soprintendenza contro il Covid-19, per dirla coi turisti in fila sotto il sole e con gli imprenditori, in realtà nascondono un evidente e oggettivo paradosso. “Gli ingressi agli Scavi sono ridotti (il limite è di 5100 giornalieri, ndr) per ridurre il rischio del contagio” affermano su tutti due turisti provenienti dalla vicina Roma “ma siamo fuori e in fila da circa un’ora. Costretti ad aspettare gomito a gomito con tutti gli altri. Abbiamo acquistato il biglietto on-line, ma è chiaro che le code impediranno di rispettare la nostra fascia oraria di ingresso. Il nostro biglietto verrà infine cancellato e nessuno ci rimborserà. Oltre al danno subiremo una vera beffa”.

Eppure la direzione del Parco Archeologico di Pompei, a partire dallo scorso 22 luglio, ha deciso di aprire anche la biglietteria di Porta Marina Superiore. Il tutto per consentire un “fluido contingentamento degli ingressi al sito nel rispetto della vigente normativa anti- covid”. ll biglietto di ingresso è dunque acquistabile on-line sul sito www.ticketone.it, unico rivenditore online autorizzato, o presso le biglietterie di Porta Marina e Piazza Esedra. Solo sui biglietti a pagamento è previsto un costo aggiuntivo di 1,50 euro per la prevendita. Al momento dell’acquisto on-line il visitatore può scegliere la fascia oraria di ingresso “prevista ogni 15 minuti per un massimo di 300 persone per turno”. Ma le code fuori ai varchi sono lunghe e lente. Molti turisti, in questo modo, perdono il diritto alla visita già prenotata. “Non è giusto, le file e le attese non sono colpa nostra” denunciano in molti, che pretendono chiarimenti e spiegazioni dalla Direzione generale del Parco Archeologico. “I ticket on-line” prosegue chi protesta “dovrebbero essere validi anche per altre fasce orarie.

O, quantomeno, rimborsati”. “E’ evidente che il sistema sia farraginoso e non funzionante. Anche per raggiungere lo scopo di combattere il coronavirus “ tuonano invece i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Unsa. A chiedere spiegazioni al Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini, al Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e soprattutto al Soprintendente Massimo Osanna sono anche 100 rappresentanti di “società di agenzia turistica, di attività commerciali e strutture alberghiere di Pompei, della penisola sorrentina e delle aree turistiche della Regione Campania”. Imprenditori messi in ginocchio dal crollo del turismo, dovuto alla pandemia, e che già lo scorso 29 giugno avevano indetto una raccolta firme per chiedere alle istituzioni “forti investimenti di settore a sostegno del comparto del turismo, accompagnati a efficaci misure di sgravi fiscali per le società; il prolungamento dell’orario di apertura dei siti museali e archeologici anche nelle ore serali; la ripresa del normale funzionamento delle biglietterie”. In caso contrario – si legge nel forte documento di protesta siglato il 29 giugno “gli scriventi adiranno le tutele giurisdizionali previste dall’ordinamento democratico con la richiesta del risarcimento di tutti i danni patiti ingiustamente”.