Ciro Formisano

Cutolo, il boss in fin di vita. «Tiratelo fuori dal 41-bis»

Ciro Formisano,  

Cutolo, il boss in fin di vita. «Tiratelo fuori dal 41-bis»

Per i giudici che in questi mesi gli hanno negato la scarcerazione per motivi di salute è un uomo dall’elevato carisma criminale, un’icona del male che resiste agli acciacchi e all’usura del tempo, nonostante i suoi 78 anni suonati. Per i suoi familiari e per il suo avvocato, invece, è solo il fantasma di quel padrino senza scrupoli che ha impresso a fuoco il suo nome tra le tante pagine nere della storia italiana. Dal rapimento di Aldo Moro al sequestro dell’assessore Cirillo, fino ai rapporti con le Brigate Rosse. Raffaele Cutolo torna a far discutere. Nelle scorse ore il fondatore della Nuova Camorra Organizzata, il capo dei capi della criminalità campana nel decennio buio a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80, è finito di nuovo in ospedale. E’ la seconda volta nel giro di pochi mesi. Il boss che nessuno è riuscito a piegare è oggi ostaggio del tempo e di quei problemi respiratori che continuano a tormentarlo.

«Non sappiamo esattamente quali siano le sue condizioni. Ci dicono che la situazione è sotto controllo, e continuano a sostenere che rifiuta di fare gli esami. Ma noi riteniamo che non sia lucido» afferma l’avvocato del boss. Da mesi è in atto un braccio di ferro per strappare la scarcerazione del padrino sepolto vivo al 41 bis da quasi 30 anni e condannato a scontare una dozzina di ergastoli.

Un tentativo era stato fatto nei giorni del lockdown, quando la famosa e criticata circolare del Dap pareva aver clamorosamente aperto alle scarcerazioni di padrini di primo piano ultra-settantenni. Ma il tribunale di sorveglianza di Reggio Emilia e quello di Bologna hanno frenato sul nascere le speranze del capoclan, respingendo il ricorso. Nei giorni scorsi la moglie di Cutolo, Immacolata Iacone, ha anche lanciato un appello attraverso una rivista ribadendo la necessità di cure per suo marito a causa delle sue precarie condizioni di salute. «Meglio la morte che il 41-bis», aveva affermato la consorte del capoclan di Ottaviano.

Cutolo – che oggi è in ospedale – si trova comunque recluso al 41-bis a Parma. I suoi legali stanno provando a tirarlo fuori dal carcere duro già da qualche anno. Da quando, cioè, le sue condizioni di salute sono drasticamente peggiorate. Il dibattito è ancora aperto. La difesa del boss ha presentato un ricorso per ottenere la revoca del decreto che dispone il 41-bis per Cutolo.

Alla base della richiesta ci sarebbero, appunto, anche le condizioni di salute del super boss. Condizioni ritenute incompatibili con questo genere di regime carcerario.