Alberto Dortucci

Scrutatori per le Regionali, metodo «acchiappa-voti» a Torre del Greco: Palomba punta sul modello-Dc

Alberto Dortucci,  

Scrutatori per le Regionali, metodo «acchiappa-voti» a Torre del Greco: Palomba punta sul modello-Dc
Giovanni Palomba

Torre del Greco. Il sindaco Giovanni Palomba punta sul «modello-Dc» per scegliere gli scrutatori alle prossime elezioni regionali: i responsabili dei 106 seggi di Torre del Greco – in tutto la bellezza di 424 nomi – saranno individuati con il «metodo proporzionale».  Ovvero, una quota attraverso la nomina diretta e una quota attraverso il sorteggio pubblico. è la linea dettata dal leader della carovana del buongoverno durante la prima riunione della commissione elettorale comunale in vista della corsa alle urne del 20 e 21 settembre: un’idea condivisa dai restanti componenti della Cec – il poliziotto Ciro Piccirillo, la baby-politica Annalaura Guarino e Alessandra Tabernacolo, unica esponente dell’opposizione – eppure ugualmente destinata a scatenare malumori e proteste all’interno della maggioranza. Perché la percentuale di nominati e sorteggiati è stata già oggetto di discussione: «Non abbiamo deciso sul punto, c’è tempo fino al 24 agosto – spiega il primo cittadino -. Potremmo stabilire 50% e 50%, ma non è certo».

In realtà, l’orientamento del sindaco sarebbe privilegiare le nomine – fino al 70%-80% – e limitare al minimo la parte da estrarre a sorte. Una scelta praticamente obbligata, alla luce della carica di aspiranti a uno scranno al Centro Direzionale di Torre del Greco. A partire dall’uscente Loredana Raia – sostenuta da diversi consiglieri comunali in orbita Pd, come Iolanda Mennella e la coppia di avvocati formata da Gaetano Frulio e Luisa Liguoro – per finire a Monica Ascione, ex assessore alla polizia municipale e figlia dell’attuale capo di gabinetto Alfonso Ascione. Senza dimenticare il «paladino delle periferie» Michele Langella e la pasionaria Carmela Pomposo – stuzzicata dall’idea di un tandem elettorale con l’attuale assessore all’ambiente Raffaele Arvonio – nonché la stessa Alessandra Tabernacolo e l’eterno candidato Valerio Ciavolino, al momento in cerca dell’ennesima collocazione politica della sua «carriera».

Ma la strategia acchiappa-voti già avrebbe incassato i primi paletti. Relativi proprio alle «quote proporzionali» tra nomine e sorteggi. «Mi sembra giusto nominare una parte di scrutatori per garantire, attraverso la scelta di nomi esperti, la funzionalità del seggio – osserva Ciro Piccirillo – ma la stragrande maggioranza deve essere scelta con la riffa pubblica per assicurare massima trasparenza. D’altronde, visto il numero di candidati locali, mi sembra la soluzione migliore per evitare ombre e polemiche».

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