Sicurezza zero a Portici, la corsetta serale al molo finisce con una rapina

Daniele Gentile,  

Sicurezza zero a Portici, la corsetta serale al molo finisce con una rapina

Portici. Stava camminando a piedi per raggiungere la banchina del molo borbonico quando – secondo la denuncia presentata ai carabinieri – sarebbe stato raggiunto da un malvivente armato di coltello e pronto a minacciare la vittima di morte per portare via il borsello con all’interno lo smartphone e le chiavi di casa nonché qualche spicciolo. È il bilancio dell’ultima rapina registrata a Portici, dove i dati riguardanti la microcriminalità sono diventati decisamente preoccupanti: un numero crescente di cittadini, infatti, ha denunciato – all’indomani dello stop al lockdown legato al Covid-19 – alle forze dell’ordine di avere subito un furto o una rapina. Pochi giorni fa, una donna è stata rapinata dello scooter proprio a due passi dalla centralissima piazza San Ciro: in quel caso, i malviventi utilizzarono una pistola per «convincere» la vittima a mollare il motociclo.

L’ultima rapina al molo borbonico è avvenuta alle 18 di lunedì, quando a finire nel mirino dell’ennesimo malvivente è toccato a un giovane di 18 anni. La vittima – secondo il racconto ai militari dell’Arma – stava passeggiando in via Gianturco, in direzione Granatello per andare a fare una sessione di jogging, quando sarebbe stato avvicinato da un balordo pronto a lasciare intendere di avere un coltello. Il ragazzo, comprensibilmente terrorizzato, ha immediatamente consegnato il borsello al bandito e si è recato a sporgere denuncia. La sua testimonianza ha fatto scattare le indagini, ma – secondo le forze dell’ordine e la madre del ragazzo – a Portici episodi del genere sarebbero in vorticoso aumento. «Mio figlio ha subito una rapina – ha raccontato la donna – stava raggiungendo il Granatello quando è stato avvicinato da un balordo.

I carabinieri ci hanno confermato che, purtroppo, episodi del genere sono sempre più frequenti: in città c’è bisogno di maggiore sicurezza. Voglio condividere un pensiero: evitate di aggirarvi per strada quando c’è poca gente, ormai è pericoloso». Un messaggio chiaro e dettato dalla paura, nella città della Reggia i residenti si iniziano a imporre un ‘auto coprifuoco per paura di finire alla mercé del bandito di turno. Uno scenario che spaventa e ricorda gli innumerevoli esposti protocollati dagli attivisti di Cristiani Uniti per la Famiglia pronti a chiedere al Comune e alla Prefettura maggiori unità di polizia e carabinieri in città.

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