Alberto Dortucci

Trasbordo dei rifiuti a Torre del Greco, rivolta in periferia: «Così ci avvelenate»

Alberto Dortucci,  

Trasbordo dei rifiuti a Torre del Greco, rivolta in periferia: «Così ci avvelenate»
La protesta in via Leopardi

Torre del Greco. Ennesima notte di tensione sul fronte rifiuti all’ombra del Vesuvio. Dove le operazioni di trasbordo dei rifiuti con il sistema porta a porta – una «soluzione» adottata all’indomani del sequestro dell’area di viale Sardegna, con l’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici della ditta Buttol – scatenano proteste e rivolte all’interno dei quartieri individuati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba per effettuare il «passaggio dei sacchetti» tra i mezzi utilizzati dal colosso ambientale con sede legale a Sarno per garantire i servizi di igiene urbana in città.

Dopo le rivolte registrate in viale Europa – strada successivamente stralciata dall’elenco dei siti «ideali» per il trasbordo dei rifiuti – e all’interno del parcheggio del complesso La Salle, a scendere sul piede di guerra è toccato agli abitanti di via Giacomo Leopardi e dintorni: un quartiere immerso nel verde – a poche centinaia di metri dalla casa in cui il poeta di Recanati soggiornò fino alla morte – e improvvisamente «invaso» dai compattatori della ditta Buttol.

Una «sgradita» presenza, capace di convincere decine di abitanti del rione a scendere in strada per fermare le operazioni: come già accaduto in viale Europa, in pochi minuti sono arrivate sul posto le auto di carabinieri e polizia nonché la dirigente del settore ambiente Claudia Sacco. Inevitabili le discussioni sull’opportunità di procedere a tali operazioni su una pubblica via, con il consigliere comunale Michele Langella – esponente della maggioranza di palazzo Baronale – pronto a sostenere le «ragioni» dei cittadini. Fino all’arrivo del sindaco Giovanni Palomba – buttato giù dal letto intorno all’una di notte – pronto a «mediare» con i paladini del diritto alla salute e a spiegare le ragioni dell’amministrazione comunale: «L’attività di trasbordo dai cosiddetti mezzi satelliti ai mezzi di maggiore portata per il trasporto dei rifiuti solidi urbani agli impianti di smaltimento – le parole del primo cittadino – è pienamente consentita dalla legge, purché siano evitati inconvenienti.

Le operazioni di trasbordo in strada si rendono necessarie e sono consentite come  attività indifferibili del servizio di igiene urbana». Concetti successivamente diffusi attraverso canali istituzionali e social, ma capaci di attirare una valanga di critiche sullo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio, accusato di penalizzare costantemente le periferie. «Se il trasbordo dei rifiuti è legale e sicuro – la provocazione degli internauti – si facesse in via monsignor Felice Romano, sotto casa del sindaco».

Una provocazione respinta al mittente con una giustificazione tecnica cerchiata in rosso sul vademecum del «perfetto amministratore» in possesso di Giovanni Palomba: «Per evitare qualsiasi inconveniente – sottolinea il sindaco – c’è bisogno di un’area assolutamente pianeggiante». Mentre via monsignor Felice Romano è in leggera pendenza, per la felicità degli abitanti del rione in cui vive il primo cittadino.

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