Tiziano Valle

Castellammare di Stabia: le belve scriveranno una lettera: «Chiediamo scusa al carabiniere»

Tiziano Valle,  

Castellammare di Stabia: le belve scriveranno una lettera: «Chiediamo scusa al carabiniere»

CASTELLAMMARE DI STABIA – «Siamo stati noi ad aggredire Giovanni Ballarò, chiediamo scusa a lui e alla città. Faremo una lettera pubblica». Così Ferdinando Imparato, Pio Lucarelli e Giovanni Salvato, si dicono pentiti di aver massacrato di botte il carabiniere fuori servizio che sabato notte era intervenuto in villa comunale per sedare una rissa tra giovani scaturita da un incidente stradale tra scooter. Ammettono la loro responsabilità davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, Valeria Campanile, e preannunciano di voler firmare una lettera pubblica per chiudere scusa all’intera città di Castellammare di Stabia, che ha subito un altro grave danno d’immagine a seguito di quel pestaggio.

I tre – difesi dagli avvocati Roberto Gismondi, Ambra Somma e Giuliano Sorrentino si sono detti anche pronti a risarcire immediatamente la vittima, ma il gip ha convalidato il fermo eseguito dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, coordinati dal pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata Andreana Ambrosino, confermando gli arresti in carcere.

Ferdinando Imparato (27 anni), Giovanni Salvato (22 anni) e Pio Lucarelli (20 anni) dunque restano dietro le sbarre e la stessa sorte è toccata anche al diciassettenne Pasquale D.M., che assieme ai più grandi del branco deve rispondere delle accuse di lesioni gravissime e aggressione a pubblico ufficiale. Resta in carcere anche Manuel Spagnuolo (42 anni) che non ha partecipato al pestaggio del militare, ma è accusato di aver rubato il borsello del carabiniere Giovanni Ballarò mentre era ancora a terra privo di sensi. Anche lui ha ammesso le sue responsabilità, chiedendo scusa al militare.

E’ al vaglio degli investigatori, intanto, la posizione di Antonio Longobardi (47 anni), il quinto componente del branco che s’è presentato in caserma 48 ore dopo l’aggressione, ammettendo le sue responsabilità e scusandosi con i carabinieri. I carabinieri, per ora, hanno denunciato Longobardi che risulta indagato a piede libero, ma sono in corso ulteriori accertamenti perché del branco è sicuramente quello che ha compiuto l’atto di violenza più grave – è l’uomo che ha colpito il militare alla testa con un tavolino in alluminio -, che poteva avere conseguenze devastanti.

Proseguono inoltre le indagini per risalire agli altri componenti del branco che ha partecipato al pestaggio del carabiniere Giovanni Ballarò. I militari della compagnia stabiese – agli ordini del capitano Carlo Venturini e del tenente Andrea Riccio – stanno passando al setaccio soprattutto le immagini registrate dal cellulare dell’appuntato, che riguardano la prima lite avvenuta in villa comunale.

Una registrazione che racconta di una rissa violenta, anche quella a colpi di casco, calci e pugni che ha rischiato di degenerare. Tant’è vero che dai frame si nota un inseguimento sia in scooter che a piedi ad almeno tre ragazzi che provano a scappare. Nelle mani dei carabinieri ci sono i numeri di targa dei motorini ripresi proprio dall’appuntato Giovanni Ballarò, che seppur fuori servizio è intervenuto per tentare di sedare quella lite scoppiata sotto gli occhi di decine di persone tra cui i suoi parenti, la moglie, il figlio e la nipote.

Proprio il suo senso del dovere ha finito per scatenare la reazione furiosa del branco guidato da Ferdinando Imparato, al quale poi si sono unite almeno altre 6-7 persone. Cinque per il momento le persone identificate dai militari, ma ci sono ancora un paio di aggressori ai quali i carabinieri stanno cercando di dare un volto e un nome.

GLI AGGRESSORI IDENTIFICATI

Finora sono cinque gli aggressori del carabiniere Giovanni Ballarò identificati dagli investigatori. Si tratta di: Ferdinando Imparato (27 anni), Giovanni Salvato (22 anni), Pio Lucarelli (20 anni), Pasquale D.M. (17 anni) e Antonio Longobardi (47 anni). Identificato anche il ladro che ha rubato il borsello del carabiniere mentre era ancora privo di sensi: Manuel Spagnuolo (42 anni).

I GIOVANI RICERCATI

Sono almeno una decina i giovani che hanno partecipato alla prima lite in villa comunale – anche quella a colpi di casco – che i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia stanno cercando di identificare per chiudere il cerchio su quanto accaduto sabato notte in città.